Concorrenza

5G, Antitrust frena Tim e Fastweb+Vodafone e apre istruttoria sull’accordo di Ran sharing

di |

L'Antitrust apre un’istruttoria sull’accordo di RAN Sharing siglato da Tim e Fastweb + Vodafone, ovvero la condivisione della rete di accesso radio per accelerare l'implementazione del 5G, che potrebbe configurare un'intesa restrittiva della concorrenza.

L’Antitrust apre un’istruttoria sull’accordo di RAN Sharing siglato da Tim e Fastweb + Vodafone, ovvero la condivisione della rete di accesso radio per accelerare l’implementazione del 5G, che potrebbe configurare un’intesa restrittiva della concorrenza.

I due operatori hanno 60 giorni dalla notifica del provvedimento (preso nella riunione del 21 aprile e pubblicato nel bollettino dell’11 maggio) per chiedere di essere ascoltati. Il procedimento “deve concludersi entro il 30 aprile 2027” precisa l’Agcm.

Congelata la joint venture per il progetto Prism

Con l’avvio dell’istruttoria dell’Antitrust si‘congela’ anche la joint venture che avrebbe dovuto gestire il progetto Prism, ovvero la costituzione e gestione congiunta, in talune aree a bassa e medio-bassa densità abitativa del Paese, di una Radio Access Network (RAN). Oltre alla creazione di un’unica infrastruttura Prism prevedeva anche, in una seconda fase, l’espansione della rete, attraverso la costruzione di nuovi siti o l’introduzione di nuove funzionalità presso i siti già esistenti.

I nodi sotto indagine: dalla durata, al perimetro, al territorio alle frequenze

L’accordo proposto, fa notare Acgm, è proposto “dal primo e dal secondo operatore” italiano, insieme hanno una quota di mercato di oltre l’80% nel wholesale e superiore al 55% nel mercato dei servizi di rete al dettaglio (oltre il 70% nel segmento business); “ha una durata significativa” e “risulterebbe ancora vigente nel momento in cui saranno indette le prossime gare per le frequenze” e “anche sotto il profilo geografico, l’accordo ha un impatto significativo, in quanto interessa i Comuni italiani con meno di 35.000 abitanti, che corrispondono a circa il 90% del territorio nazionale e riguardano circa il 60% della popolazione italiana”.

Scarsi incentivi a investire nella propria rete

Inoltre potrebbero “venir meno gli incentivi per ciascuna delle parti a investire individualmente nella propria rete, anche nel medio-lungo periodo, al fine di migliorarne le prestazioni e implementare le tecnologie di nuova generazione, con ripercussioni in termini di ritardi nell’innovazione a danno, in ultima istanza, degli utenti finali”, osserva l’Antitrust.

Preoccupazioni anti concorrenziali

L’accordo, si legge nel Bollettino dell’Antitrust, appare “prima facie idoneo a sollevare preoccupazioni di natura concorrenziale”. Più in particolare, “il perimetro della condivisione comprende la quasi totalità degli elementi della rete di accesso radiomobile, sia passivi che attivi, nonché l’insieme della dotazione frequenziale di ciascuna delle due imprese partecipanti”. Le parti “verranno a condividere elementi significativi per l’elaborazione delle proprie strategie di radio planning, che rappresentano una delle principali leve concorrenziali degli operatori mobili”. “Inoltre, le parti verranno a condividere almeno 580 MHz, che rappresentano oltre il 60% dello spettro assegnato per la fornitura di servizi mobili nelle aree soggette all’accordo”.

Analizzate queste ragioni, l’Antitrust delibera dunque l’avvio dell’istruttoria, per accertare l’esistenza di violazioni dell’articolo 101 Tfue che vieta gli accordi, le decisioni di associazioni di imprese e le pratiche concordate che possono pregiudicare il commercio tra Stati membri e che hanno l’effetto di impedire, restringere o falsare la concorrenza all’interno del mercato unico.

Meno concorrenza e meno incentivi a investire in nuovi siti

L’accordo potrebbe spingere le due aziende “a limitare significativamente la concorrenza volta al miglioramento delle rispettive infrastrutture e dell’utilizzo dello spettro frequenziale tra le Parti, considerato che, nelle aree interessate, TIM e Fastweb si troveranno ad utilizzare, di fatto, la stessa infrastruttura e le stesse frequenze”, disincentivando la realizzazione di nuovi siti.

Potrebbe inoltre “mutare gli incentivi a competere nell’ambito delle prossime procedure su base competitiva per l’assegnazione delle frequenze, che avranno luogo verosimilmente prima che esso abbia termine. Infatti, la condivisione anticipata e prolungata delle frequenze può, nell’ambito delle future gare: (i) determinare una condivisione di informazioni sensibili tra le Parti; (ii) attenuare l’incentivo delle stesse a competere aggressivamente; (iii) favorire strategie attendiste o implicitamente coordinate”.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz