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Innovazione: l’Italia perde (il poco) slancio dell’ultimo anno

Perde vigore il pur timido slancio innovativo dell’Italia, che si piazza in ottava posizione (su 10) dell’Assirm Innovation Index, indice che misura il potenziale di un Paese di promuovere e generare innovazione.

Sulla base di database pubblici e avvalendosi degli insight qualitativi interpretativi di esperti di 
Innovazione Economica e Sociale (Accademici, Ricercatori Sociali e Economici, Esponenti Industriali, Policy Makers), l’indice analizza in modo accurato l’andamento della vitalità dei paesi, con un’analisi che consente di avere una lettura più accurata e completa sia degli avvenimenti macroeconomici sia dell’attitudine dei Paesi ad affrontare i problemi legati allo sviluppo.

Ebbene, secondo quest’analisi, dopo un 2014 e un 2015 caratterizzati da promettenti segnali di ripresa (+0.2 nel caso dell’Italia tra il terzo e il quarto trimestre 2015), il primo trimestre del 2016 si caratterizza per una situazione di sostanziale stabilità, in linea con il lieve rallentamento che si era già riscontrato nell’ultimo trimestre del 2015.

Soltanto ad aprile, infatti, facendo un bilancio rispetto all’andamento di tutto il 2015, l’AII indicava che l’Italia sembrava aver imboccato la strada non solo della crescita ma anche dell’innovazione, con un cambio di passo notevole soprattutto tenendo conto dell’indebolito  contesto economico nel quale il nostro Paese “dimostrava una capacità di sviluppo di gran lunga superiore a quella delle nazioni di dimensioni simili, se non addirittura superiori”.

L’Italia non è un caso isolato: altri tre Paesi hanno aperto il 2016 con segno negativo (Portogallo, Grecia e Repubblica Ceca) e gli altri paesi presenti in classifica – Austria, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svezia e Regno Unito – pur aprendo con segno positivo, mostrano un rallentamento in termini di crescita.

Visto che dal rallentamento allo stallo il passo è molto breve e considerando che il contesto internazionale non è per molti versi in condizioni tali da sostenere le debolezze dei diversi paesi, occorre quindi invertire al più presto la rotta, continuando convintamente  a investire in innovazione.

“Quanto emerge dall’indicatore deve essere uno stimolo anche per il nostro Paese; lo scenario generale trimestre sembra aprire delle possibilità per il secondo trimestre: tocca alla società italiana reagire positivamente sul terreno dell’innovazione”, ha spiegato Maurizio Pessato, membro del Comitato Scientifico Assirm.

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