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Mindfulness. Che cos’è l’ultima tendenza per smartphone

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La mindfulness è una tecnica di meditazione che deriva dal Buddhismo ma che ne ha di fatto eliminato, o perlomeno ridotto, la componente religiosa. Va molto anche sullo smartphone.

Teoricamente la traduzione per “consapevolezza”, ma in realtà non c’è un vero corrispettivo in italiano per “mindfulness”, una tecnica di meditazione che deriva dal Buddhismo ma che ne ha di fatto eliminato, o perlomeno drasticamente ridotto, la componente religiosa. Il suo obiettivo è contrastare quel pilota automatico che sta alla base della maggior parte delle nostre azioni quotidiane, sviluppando al contrario un’attenzione consapevole e non giudicante verso il momento presente.

Di fatto, e tralasciando la miriade di differenze tuttora esistenti tra la varie scuole e sottoscuole, la mindfulness è una delle pratiche meditative oggi più note, anche perché negli ultimi anni è stata proprio la rivoluzione mobile ad avvicinarla a milioni di persone.

Certo, può sembrare piuttosto strano vedere lo smartphone, simbolo della frenesia e della contingenza, elevato a strumento che aiuta a isolarci dalle nostre mille occupazioni, ma a quanto pare è così. Insomma, la telefonia mobile (su SosTariffe.it è sempre possibile confrontare tra di loro le varie offerte per collegarsi in Rete dal cellulare a costi medi ogni giorno più bassi) toglie, la telefonia mobile dà. Sempre che non arrivi la tentazione, mentre si medita, di dare un’occhiata a Instagram

Come contrastare lo stress con il cellulare

Il burnout è qualcosa di molto serio, e lo sa bene l’Organizzazione Mondiale della Sanità che proprio quest’anno ha riconosciuto il “crollo” da stress sul luogo di lavoro come una condizione clinica in tutto e per tutto – con cause, diagnosi, terapie consigliate. I ritmi sempre più insostenibili della produttività moderna, con buona pace di tutti gli appelli a rallentare, divorano l’uno dopo l’altro gli spazi che vorremmo dedicare alla famiglia, allo sport, al tempo libero; finché non si smette di colpo di reggere una simile tensione, con conseguenze che possono essere anche molto rischiose a lungo termine.

Per questo motivo per molti è diventato fondamentale riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo per il relax e usare la meditazione come sorta di “reset”, ma quasi nessuno ha a disposizione ore da dedicare a queste pratiche. Ci si arrangia come si può, e anche una meditazione mordi-e-fuggi di pochi minuti può essere utile, in una curiosa analogia con gli allenamenti HIIT che hanno portato alla ribalta la filosofia del “molto intensamente e per poco tempo”: Il successo di applicazioni dedicate alla mindfulness come Headspace, Calm e Cure.Fit sta a dimostrarlo: c’è bisogno di pace, e lo smartphone, da occhio del ciclone di stress, può diventare un insospettabile alleato.

Nel 2022, la consapevolezza negli USA varrà due miliardi

Secondo quanto raccolto da App Annie, nel 2018 la crescita della spesa per le applicazioni in ambito salute e fitness è stata del 300% rispetto al 2016, e le applicazioni dedicate alla mindfulness hanno occupato il primo e il terzo posto in classifica. L’intero mercato ha un valore che si aggirerà, entro il 2022, intorno ai due miliardi di dollari solo negli Stati Uniti, con una crescita che quest’anno è stata del 7%; il campione incontrastato di questa categoria, Headspace, ha una valutazione di 250 milioni e recensioni entusiastiche su tutti gli store. Ovviamente, le celebrità americane fanno a gara per dimostrarsi alla moda; anche Oprah Winfrey, la signora della tv americana, ha creato insieme a Deepak Chopra, una delle personalità più in vista (e più controverse) della New Age, una “21-day meditation experience” in cui ogni giorno le due star condividono per dieci minuti l’insegnamento del giorno e per altri dieci lasciano spazio alla meditazione silenziosa, con un sottofondo musicale rilassante e un mantra in sanscrito di Chopra da continuare a ripetere durante questa fase.

Anche i guru della Silicon Valley, che adorano mostrarsi (relativamente) non convenzionali, diversi dai manager del passato e aperti alle nuove idee, fanno a gara per inserire nella giornata dei loro dipendenti momenti di mindfulness e incoraggiarli; del resto già Steve Jobs, guru del digitale per eccellenza, era noto per praticare la meditazione con regolarità. Intanto Calm, l’app rivale di Headspace (e che nel 2019 ha superato i 40 milioni di download) ha reclutato due star come Matthew McConaughey e Stephen Fry per fare da voci-guida per l’edizione americana e inglese del programma; dal canto suo Moby ha dato l’assenso a pubblicare il suo ultimo disco Long Ambients 2 per 30 giorni su Calm prima di trasmetterlo in streaming altrove.

Meditazioni virtuali. Ma c’è chi dice no

E per chi ha problemi a eliminare del tutto i pensieri stressanti dalla propria mente, anche se accompagnato da voci suadenti, musiche rilassanti e mantra ripetuti all’infinito?

La tecnologia può aiutare anche in questo caso: basti pensare a FlowVR, l’app per Oculus Go – il visore 3D acquistato qualche tempo fa da Facebook – che promette un’esperienza davvero immersiva, con panorami islandesi a 360 gradi, musica dei Sigur Rós e sei modalità di meditazione guidata. FlowVR, secondo i suoi creatori, risponde anche a un’altra esigenza: non soltanto praticare la meditazione, ma farlo in solitudine, nella propria casa, invece che nei corsi dedicati con tanti iscritti.

E non è un caso che l’app si presenti soprattutto come un corporate tool, una trovata pensata soprattutto per le aziende che vogliano fondere le tecnologie più di moda con il benessere spirituale.

Naturalmente c’è chi – soprattutto tra i sostenitori della consapevolezza fin dalla prima ora – proprio non vuole saperne di quest’ondata di nuovi appassionati di meditazione col telefonino in mano: McMindfulness, la chiamano.

Per autori come Ronald Purser e David Loy, non si tratta semplicemente di una mania passeggera che sparirà nel giro di qualche tempo come quelle che l’hanno preceduta, ma di qualcosa di molto più pericoloso: un modo trendy utilizzato non tanto per far raggiungere un elevato grado di consapevolezza alle persone, ma, al contrario, sopire le tensioni sociali o lavorative, eliminando del tutto l’aspetto etico e di fatto addormentando qualsiasi voce contraria allo status quo.

Detto in altre parole: invece di analizzare, e magari eliminare alla radice, le cause dello stress, in un certo senso lo si accetta, lo si interiorizza e si cerca di renderlo sostenibile con cinque o dieci minuti al giorno. Di certo, se questa è davvero la via per la felicità, era difficile immaginare che funzionasse come Duolingo.

Fonti: https://www.anothermanmag.com/life-culture/10965/mindfulness-cultural-phenomenon-barclay-bram-world-mental-health-day-2019

https://www.lofficielitalia.com/be-well/stai-meditando-allora-dovresti-provare-queste-5-applicazioni
https://blog.hubspot.com/news-trends/million-dollar-mindfulness-meditation-apps
https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2019/apr/16/how-capitalism-captured-the-mindfulness-industryhttps://www.priceintelligently.com/blog/headspace-calm-pricing

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