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Decreto Romani. Vita e Vimercati (Pd): 'Su quote cinema marcia indietro del Governo'


Cinema

"La nostra battaglia, condotta insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni dell'universo del cinema, dell'audiovisivo e della rete, ha certamente già avuto due risultati positivi: si è riaperto il grande tema culturale del sistema radiotelevisivo e dei nuovi media contro la vera e propria occupazione dell'immaginario operata dalla destra berlusconiana, e il governo ha dovuto fare marcia indietro". Lo affermano i senatori del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione cultura, e Luigi Vimercati, segretario della commissione Lavori pubblici.


"Il risultato più clamoroso - aggiungono - è che l'esecutivo è stato costretto a cambiare radicalmente l'impostazione sulle quote di produzione di film e audiovisivi italiani ed europei oltre al ripristino dei cosiddetti diritti 'residuali' dei produttori indipendenti. Il governo si è così impegnato a tornare al vecchio testo Gentiloni. Vigileremo perché a queste parole seguano i fatti nella riscrittura del decreto". 


"Il giudizio sul decreto - concludono Vita e Vimercati - rimane profondamente negativo sia perché riteniamo che il governo abbia abusato della delega prevista dalla legge comunitaria dello scorso anno sia perché contiene l'ennesimo regalo a Mediaset sulla pubblicità. Inoltre è stato indebitamente inserito il capitolo su internet con un insopportabile spirito censorio. Su quest'ultimo argomento, tra l'altro, è intervenuto con grande nettezza il presidente dell'Authority delle Comunicazioni, Corrado Calabrò. Vi è dunque una richiesta precisa che rivolgiamo ancora oggi all'esecutivo: si stralcino gli articoli sul web che poco c'entrano e ancor meno hanno a che fare con i principi di libertà che ispirano la Rete".

 

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(04 febbraio 2010, notizia 195337)

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