VINTI
eSECURITY: nuovi cablogrammi Wikileaks su Silvio Berlusconi. Intanto sono 50 mila gli utenti del motore di ricerca 'Bungle Bungle'
Una nuova ondata di cablogrammi investe l'Italia e il suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. A pubblicare i 4000 documenti diffusi da WikiLeaks ci hanno pensato La Repubblica e l’Espresso, con al centro dei dispacci le impressioni dell'ex ambasciatore americano nel nostro Paese, Ronald Spogli. Il contenuto dei file è tutto relativo alle comunicazioni di Spogli agli Stati Uniti di due anni fa, in cui Berlusconi viene definito a più riprese 'un clown' e la sua leadership 'spesso mancante di una visione strategica'.
Parole dure, in cui l'Italia è descritta come un Paese in 'declino economico' e Berlusconi ‘un premier che con le sue frequenti cadute di stile e la scelta sbagliata delle parole ha offeso, nel corso del suo mandato, quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo’.
Un paese che non reaggisce e le sue istituzioni, insomma, che già nel 2009 erano raccontate come ‘non ancora sviluppate come lo sono nel resto d’Europa’ e in cui ‘l'incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l'obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l'impressione di una governance inefficiente e irresponsabile’.
Nei migliaia di cables, che l’Espresso e La Repubblica da oggi cominceranno a pubblicare, viene fuori un’immagine di Berlusconi che vacilla tra il grottesco e il piccolo borghese, con un uomo intento a guardare solo ai propri interessi economici e personali e in 'tono sfortunatamente comico' per un’intera nazione.
E mentre il Presidente del Consiglio si trova di nuovo al centro del fuoco di WikiLeaks e dei media, in attesa di presentarsi di fronte ai giudici di Milano con l'accusa di concussione e prostituzione minorile, sul web è già ‘bunga bunga mania’ con un nuovo motore di ricerca denominato: Bungle Bungle (Bunga Bunga + Google). Una piattaforma lanciata in rete il 12 di febbraio scorso, in occasione della manifestazione ‘Se non ora quando’, e che già ha raccolto oltre 50 mila iscritti, con lo scopo di rendere pubbliche su Internet le informazioni più scottanti degli ultimi tempi e che in tv e sui giornali non trovano il meritato spazio.
“Bungle è un progetto che nasce in contrapposizione al caos generato e voluto dai mass media, per divulgare informazioni di interesse comune – spiega Marcello Barile, sviluppatore web di 24 anni e tra i fondatore di Bungle Bungle - Viviamo in un Paese nel quale i tg selezionano il materiale per una scaletta di 30 minuti, utile ad intrattenere il telespettatore e spesso con servizi spazzatura. Viviamo nell’era della mediocrità, che trova la sua nemesi in ciò che vediamo ogni giorno in televisione”.




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