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Italia

Editori al governo che verrà, 'Rafforzare la tutela del diritto d'autore contro i parassiti d'internet'

La Fieg scrive una lettera aperta accusando la Politica italiana: ‘Poco interesse per la protezione di chi produce contenuti editoriali e la salvaguardia di tutte quelle risorse indispensabili alla loro realizzazione’.

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Media - Gli editori dei giornali si mobilitano a tutela del pluralismo e del loro lavoro nell'era digitale e scrivono una lettera aperta al nuovo governo.

Una mossa forse prevedibile alla luce del recente accordo tra Google e gli editori francesi (Leggi Articolo Key4biz), da molti definito come una pietra miliare per l'informazione al tempo d'internet, e della grave crisi che sta vivendo la stampa italiana, come indicato dal presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Giulio Anselmi, in un passaggio del documento: "L'editoria italiana sta vivendo un passaggio epocale: agli effetti della congiuntura economica si aggiunge il rapido avanzare delle tecnologie digitali (…) In questo difficile contesto è urgente un ripensamento complessivo del settore".

 

Le aziende editrici sono già intervenute, scrive la Fieg, hanno razionalizzato i costi, per riacquisire efficienza e frenare il declino della redditività, e hanno diversificato le loro attività, confrontandosi con un ambiente sempre più multimediale.

Ma, sottolineano, "non hanno mai trovato nelle politiche pubbliche sufficiente interesse per la protezione di chi produce contenuti editoriali di qualità e per la salvaguardia di tutte quelle risorse - economiche, umane e tecniche - indispensabili alla loro realizzazione".

 

Da qui, ribadiscono la necessità di "rafforzare l'effettività della tutela del diritto d'autore in Internet rispetto ai molteplici fenomeni di sfruttamento parassitario dei contenuti editoriali", perché "significa rafforzare le imprese stesse, la loro economicità e la loro capacità di sviluppare e sperimentare nuove forme di comunicazione multimediale".

 

Sono oltre 22 milioni le persone che ogni giorno leggono quotidiani, indica la Fieg, quasi 33 milioni i lettori di periodici; circa 6 milioni gli utenti dei siti web dei quotidiani, vale a dire la metà di coloro che in un giorno medio entrano in Internet.

"Sono loro, scrivono gli editori della stampa - ad attendere e a meritare risposte concrete e lungimiranti dalla Politica".

Quali soluzioni, allora?

 

La Fieg non chiede interventi a pioggia e distribuzione indiscriminata di risorse. Vuole, invece, un intervento pubblico nella forma, ad esempio, d'incentivi fiscali per favorire la ripresa degli investimenti pubblicitari e per diffondere la lettura dei giornali tra i giovani.

Raffaella Natale