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Unione Europea

Cinema: risultati in leggera crescita per i boxoffice europei. Quasi 4 mila sale digitali per la Francia

Nel 2011 i film europei hanno recuperato quelle quote di mercato che avevano perso nel 2009 e nel 2010 a vantaggio dei blockbuster 3D americani.

Box office

Media - Lo scorso anno i cinema della Ue hanno evidenziato una certa stabilità, registrando un aumento delle entrate lorde rispetto al 2010, nonostante il forte rallentamento della crescita degli ultimi due anni.

In base ai dati disponibili, l'Osservatorio europeo dell'audiovisivo stima, provvisoriamente, che le entrate lorde delle sale hanno registrato un leggero aumento dello 0,7%, passando da 6,37 miliardi di euro a 6,4 miliardi. L'affluenza è rimasta stabile con circa 961 milioni di biglietti venduti.

Sebbene lo scorso anno il numero delle uscite in 3D e delle apposite sale per la proiezione in tre dimensioni sia fortemente aumentato, il formato sembra essere arrivato a maturità su alcuni mercati come il Regno Unito dove, nonostante l'aumento del numero delle uscite 3D (47 nel 2011 contro 28 nel 2010), la quota sulle entrate lorde delle sale è diminuita, passando dal 24% al 20%. Di conseguenza, diversamente da quanto avvenuto nel 2009 e nel 2010, nella Ue non si è riusciti ad aumentare il prezzo medio del biglietto, che è cresciuto solo dello 0,5% a 6,6 euro.

 

Per quel che riguarda i differenti mercati europei, nel 2011 la frequentazione delle sale risulta considerevolmente diversa: l'affluenza è diminuita in 11 ed è aumentata in 15 dei mercati dell'Ue peri quali erano disponibili i dati, mentre le entrate lorde sono cresciute in 14 e diminuite in 12 di questi mercati.

Il cinema ne esce bene in Francia (aumento record del 4,7%), Regno Unito (+5,2%) e Germania (+4,1%), mentre Spagna e Italia hanno registrato un netto calo dell'affluenza e delle entrate.

Maggiori informazioni sono disponibili nella brochure 'Focus 2012 World Film Market Trends', realizzata dall'Osservatorio europeo dell'audiovisivo per il Market Film di Cannes.

 

Nel 2011 i film europei hanno recuperato quelle quote di mercato che avevano perso nel 2009 e nel 2010 a vantaggio dei blockbuster 3D americani. Sulla base di dati provvisori, si stima che la fetta di mercato dei film europei nella Ue è aumentata dal 25,2 % al 28,5 % nel 2011, recuperando la posizione del 'pre-3D' nel 2007 e nel 2008.

I film americani hanno perso terreno, passando dal 68,5% al 61,4%. Il livello più basso dal 2001 a oggi.

La parte di mercato dei film europei prodotti in Europa con l'aiuto dei capitali americani, come Harry Potter, Deathly Hallows Part 2 e The King's Speech, è aumentata dal 5,0% all'8,4%.

Il ritorno dei film europei è dovuto principalmente a una serie di commedie locali come Intouchables (FR), The Inbetweeners (GB), Kokowääh (DE) o Che bella giornata (IT), che hanno registrato eccellenti risultati, in particolare sui mercati nazionali.

Di conseguenza, le parti di mercato dei film nazionali sono aumentate in 15 dei 23 Paesi membri della Ue per i quali sono stati resi disponibili i dati, e registrano un nuovo record sugli ultimi cinque anni su otto.

Ancora una volta, i film francesi hanno attirato il più gran numero di spettatori, rappresentando il 10,5% del totale delle entrate nella Ue. Sostenuti da risultati solidi sul mercato nazionale, i film italiani occupano il secondo posto con il 4,6% e sono seguiti da produzioni tedesche e britanniche che rappresentano, ciascuno, il 3,7% delle entrate totali nella Ue.

 

Lo scorso anno, i livelli di produzione della Ue sono continuati ad aumentare per raggiungere un nuovo record con 1.285 lungometraggi, vale a dire 59 film in più rispetto al 2010. La crescita è stata trainata dall'aumento del numero di fiction (+26), ma anche dai documentari (+33). Il volume di produzione totale si divide tra 915 fiction (71% lungometraggi) e almeno 370 documentari (29%).

Con oltre 200 lungometraggi nazionali prodotti nel 2011, Francia e Regno Unito sono i Paesi che hanno il più grosso numero di produzioni in Europa.

 

Grazie a un approccio legislativo unico che rende obbligatori i contributi dei distributori, la Francia ha registrato i progressi più rapidi nella digitalizzazione delle proprie sale e rafforzato la propria posizione di principale mercato europeo nel cinema digitale con un totale di 3.656 sale digitali alla fine del 2011, di gran lunga il maggior d'Europa.

 

Regno Unito e Germania seguono a distanza con 2.724 e 2.303 sale digitali mentre gli altri tre mercati europei - Spagna, Italia e Federazione Russa - ne contano ciascuno quasi 1.500.

Con il 72% di schermi digitali a fine 2011, il Regno Unito vanta la più forte penetrazione di sale digitali tra i primi sei mercati europei, davanti a Francia (67%), Russia (54%) e Germania (50%). Restano molto dietro Spagna e Italia, rispettivamente con il 39% e il 38% delle sale digitali, dove lo sviluppo non è proceduto a un ritmo paragonabile.

 

Sequel e spin-off figurano in buona posizione nelle classifiche europee del 2011, come del resto avviene anche su altri mercati mondiali.

Guidati dall'ultimo episodio di Harry Potter, Pirates of the Caribbean e la saga di Twilight, 13 sequels/ prequels/ spin-offs si trovano tra i primi 20 posti. Con più di 37,5 milioni di biglietti venduti, Harry Potter è il film che ha avuto maggior successo nella Ue, seguito da Pirates (25,1 milioni) e Breaking Dawn - Part 1 (22 milioni).

The King's Speech è il secondo film europeo ad aver registrato più spettatori (19,8 milioni di biglietti venduti) dopo Harry Potter, entrambi britannici e realizzati grazie al sostegno di uno studio americano.

I primi film europei, prodotti senza investimenti americani, sono le commedie francesi Intouchables e Rien à déclarer, rispettivamente con 15,7 milioni e 9,8 milioni di spettatori nell'Unione europea, seguiti dalle britanniche Johnny English Reborn e The Inbetweeners Movie.

Raffaella Natale