Europa
Spettro radio: dal Parlamento Ue via libera all’uso delle frequenze 800 MHz per la banda larga mobile
Per l’eurodeputato Francesco De Angelis, l’approvazione della raccomandazione va nella giusta direzione per recuperare il ritardo accumulato nei confronti di USA e Cina in fatto di sviluppo della banda larga.
Telecoms - È stata approvata oggi dal Parlamento europeo la Raccomandazione sul programma quinquennale relativo alla politica in materia di spettro radio (RSPP): si tratta di un accordo con i governi nazionali sul modo migliore per riallocare le frequenze liberate dal passaggio dalla televisione analogica a quella digitale per nuovi usi, quali i servizi mobili a banda larga.
Sulla base dell'accordo, dal 1° gennaio 2013 la banda a 800 MHz attualmente utilizzata per la TV dovrebbe essere liberata in tutti gli Stati membri per i servizi senza fili a banda larga. Ciò contribuirà a creare un mercato paneuropeo delle telecomunicazioni, dove i nuovi servizi saranno in grado di creare opportunità e crescita per i 500 milioni di consumatori europei.
Su richiesta del Parlamento e in base alla normativa già approvata dai governi nazionali, quindi, entro il 2015, dovrebbero essere assegnati al traffico dati mobile almeno ulteriori 1200 MHz.
Inoltre, la Commissione dovrebbe valutare, entro il 1° gennaio 2015, se vi sia la necessità di armonizzare le bande di frequenze supplementari per gestire la crescita del traffico dati senza fili.
Lo spettro radio supporta 3,5 milioni di posti di lavoro e attività economiche per oltre 250 miliardi di euro all’anno in Europa, compresi i servizi a banda larga senza fili.
Come sottolineato nell'agenda digitale europea, la banda larga senza fili è importante per stimolare la concorrenza, allargare le possibilità di scelta per il consumatore e l'accesso nelle zone rurali e in altre zone in cui l'installazione della banda larga senza fili è difficile o non è conveniente dal punto di vista economico. Tuttavia, la gestione dello spettro radio può incidere sulla concorrenza modificando il ruolo e il potere degli operatori di mercato, ad esempio nel caso in cui taluni utenti esistenti ricevano vantaggi ingiustificati dal punto di vista concorrenziale.
Il Programma in materia di spettro radio – ha affermato il relatore Gunnar Hökmark – “è parte integrante della creazione di un mercato digitale unico europeo”.
“La prima politica europea in materia di spettro radio permetterà all'Unione di riconquistare la leadership mondiale nella comunicazione senza fili. Ottimizzerà l'uso delle frequenze a vantaggio di tutti gli utenti di smartphone e altre piattaforme digitali mobili”, ha aggiunto Hökmark.
L’approvazione del programma RSPP è quindi un ulteriore passo avanti, ha sottolineato la Commissione europea, per garantire la disponibilità di risorse frequenziali adeguate per le applicazioni e i servizi a banda larga senza fili di nuova generazione (4G) nonché per tutta una serie di servizi in ambito culturale e nei settori del trasporto, della sanità, della ricerca, della protezione civile, dell'ambiente e dell'energia (comprese le reti energetiche intelligenti e i contatori intelligenti).
Il Commissario all’Agenda digitale, Neelie Kroes ha espresso soddisfazione per l’adozione del programma RSPP, che “contribuirà a ridurre il divario digitale, a rendere l'Europa un continente ‘digitale’ e competitivo e a introdurre più scelta nella banda larga wireless”.
“Con questo passaggio finisce il gap digitale tra cittadini europei”, ha commentato inoltre l’eurodeputato Francesco De Angelis.
“Innanzitutto, per la prima volta l'Europa si dota di una visione comune per la divisione dello spettro, che fino ad oggi è rimasta di esclusiva competenza nazionale”, ha sottolineato De Angelis, secondo cui l’approvazione della Raccomandazione “mette il sigillo del Parlamento all'obiettivo di liberare la banda di frequenza 800 MHz per i servizi internet a banda larga senza fili entro la fine dell'anno, e all'impegno sottoscritto dal Consiglio a velocizzare la banda larga mobile ad almeno 30 MB per secondo”.
“Se vogliamo che l'Europa diventi leader mondiale in fatto di economia della conoscenza, recuperare il ritardo accumulato nei confronti di USA e Cina in fatto di sviluppo della banda larga diventa cruciale, e l'intesa tra Parlamento, Consiglio e Commissione va proprio in questa direzione”, ha concluso De Angelis.




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