E' continuato anche ieri il recupero del titolo di Telecom Italia in Borsa dopo, a dispetto delle notizie provenienti dall’Argentina, il titolo ha chiuso lunedì in crescita del 2,07% a 1,035 euro, con scambi per 93 milioni di azioni, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di 66 milioni.

La settimana è iniziata per Telecom con l'entrata a gamba a tesa del governo Kirchner nell’affaire Telecom Argentina: dopo che venerdì scorso la Corte di Appello di Buenos Aires ha accolto le ragioni di Telecom Italia, sospendendo la decisione dell’antitrust di anticipare al 25 febbraio il termine entro il quale il gruppo italiano deve cedere la propria partecipazione nella società tlc, il ministro della pianificazione Julio De Vido ha dichiarato non soltanto che il governo farà ricorso contro la decisione della Corte, ma anche che il Congresso valuterà la possibilità di revocare la licenza e di procedere alla nazionalizzazione della società se Telecom Italia non dovesse procedere con il disinvestimento.
La situazione diventa, dunque, di giorno in giorno più spinosa: il governo argentino ha parlato di ‘lotta ai monopoli’, contro i quali si andrà avanti senza esitazioni.
“Stiamo valutando come intervenire – ha affermato De Vido – e non esiteremo a fare ciò che è necessario se questi sporchi giochi giudiziari continueranno”.
Il problema, per il gruppo italiano, è rappresentato dall’ingresso di Telefonica nell’azionariato: la società controlla infatti anche l’altro grande operatore locale, Telefonica Argentina, e la sua quota del 46,18% in Telco, la holding partecipata da Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali che a sua volta controlla il 22,5% di Telecom Italia – ne fa un monopolista.
Il calendario per la cessione della quota detenuta da Telecom Italia in Telecom Argentina è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale due settimane fa e, rispetto alle iniziali disposizioni, introduce alcune novità riguardo la tempistica e gli obblighi in capo al gruppo italiano, che potrà procedere a una vendita senza condizionamenti da parte dell'autorità di regolamentazione fino al 25 febbraio, rischiando dopo sanzioni e ‘ritorsioni’, che ieri sono state illustrate da De Vido.
Il governo aveva invece fissato al 25 agosto il termine per concludere la cessione.
Da più parti, però, ci si chiede perché il governo stia lottando contro Telecom Italia soltanto, limitandosi a contestare a Telefonica, con una multa da 19 milioni di dollari, il mancato rispetto degli obblighi di notifica dell’ingresso in Telco.
I rapporti tra Telefonica e Telecom Italia “sono eccellenti”, ha chiarito comunque il presidente \Gabriele Galateri¤, non escludendo “…sviluppi ancor più positivi” in futuro, per entrambe le aziende.
Riguardo invece i rumors relativi a una possibile fusione, Galateri ha affermato che “…tutte le formule, andranno esaminate e valutate se e quando sarà il caso”.
Da Madrid, - dove ieri si è svolto un incontro voluto dal Segretariato di Stato per preparare la prossima riunione informale dei ministri Ue delle tlc, in programma a Granada ad aprile - il ministro spagnolo dell’Industria Miguel Sebastian ha quindi chiesto una maggiore apertura verso gli investimenti iberici, chiedendo al nostro Paese maggiore “reciprocità”.
Dopo la bacchettata all’Italia, rea secondo Sebastian di non accogliere favorevolmente gli investimenti spagnoli in Italia così come la Spagna accoglie quelli delle aziende italiane, il ministro ha affrontato il tema dell’Agenda Digitale, la strategia con cui la Ue spera di rilanciare la propria posizione nell’economia digitale.
Davanti a un parterre d’eccezione – comprendente tutti i maggiori rappresentanti dell’industria, da Cesar Alierta di Telefonica a \Vittorio Colao¤ di Vodafone, da Ben Verwaayen di Alcatel-Lucent a \Franco Bernabè¤ e Olli Pekka Kallasvuo di Nokia – l’ex presidente del Parlamento europeo Enrique Baron Crespo ha chiesto una “profonda riflessione” su un settore che ha il potenziale di creare milioni di posti di lavoro nei prossimi anni e che nel 2008 ha investito 35 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. L'industria, da canto suo, ha presentato un documento che intende contribuire alla formulazione delle priorità che l'Europa dovrà affrontare per favorire lo sviluppo del mercato della banda larga e del mercato interno dei contenuti online.