Si chiama ‘Smart Inclusion’ il progetto presentato ieri al Forum PA, ed ha un obiettivo molto nobile: quello di aiutare i bambini costretti a lunghe degenze in ospedale a non restare indietro negli studi e a mantenere i contatti – anche se in maniera ‘virtuale’ – con i compagni di scuola e gli insegnanti.
Realizzato dal CNR con il sostegno di Telecom Italia, il progetto intende dare alla teledidattica una valenza molto forte dal punto di vista, oltre che culturale, anche sociale e umano, trasformandola in un ‘ponte’ per ridurre il distacco tra i bambini ospedalizzati e la loro vita affettiva e scolastica.
Attraverso l’utilizzo dei terminali “Smart School” e “Smart Hospital” – basati su tecnologie Telecom Italia - i piccoli pazienti possono infatti assistere in diretta alle lezioni, fare i compiti e verificare con gli insegnanti l’apprendimento dei contenuti, essere al contempo assistiti dal personale sanitario e collegarsi in video-conferenza anche con amici e familiari, in quella che i curatori del progetto hanno definito una “triplice linea d’azione educativa, clinico-assistenziale e sociale”.
Come funzionano la lavagna interattiva ideata dal Netositel, la tecnologie Smart School e Smart Hospital lo ha spiegato Vincenzo Raffaelli dell’Isof-Cnr: “le stazioni di lavoro Smart School sono costituite da un terminale posto al lato della cattedra e da una lavagna interattiva, integrata nella rete scolastica, che permette di condividere lezioni opportunamente registrate su un server”.
“Il terminale Smart Hospital – ha aggiunto Raffaeli - è installato accanto al letto del paziente e supporta le funzioni clinico-assistenziali quali l’identificazione del personale sanitario e la visualizzazione e gestione della cartella clinica, rendendo possibile la sorveglianza dello stato del paziente. Tale terminale è utilizzabile dal paziente con la pressione del dito sullo schermo, senza ricorrere a mouse o tastiere, ed è dotato di telecamera e microfono, allo scopo di permettere l’attivazione della videocomunicazione sia intraospedaliera, sia extraospedaliera”.
La tecnologia di trasmissione utilizzata si basa sull’utilizzo di onde convogliate e fibre ottiche plastiche per non provocare alcuna interferenza con gli apparati ospedalieri che potrebbero risentire invece dell’utilizzo di onde radio.
Per l’amministratore delegato di Telecom Italia \Franco Bernabè¤, il progetto rappresenta la dimostrazione di come “la banda larga possa abilitare applicativi sempre più performanti, utili a supportare i processi della PA”.
Il progetto Smart Inclusion rientra nell’accordo per accelerare il processo di digitalizzazione nel settore sanitario, siglato dal ministro Renato Brunetta e dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, \Luciano Maiani¤.
Il progetto per la sanità digitale rientra a sua volta nel Piano eGovernment 2012, che mette sul piatto circa 1,4 miliardi di euro con l’obiettivo di recuperare il gap digitale delle Pubbliche amministrazioni e del Paese.
L’accordo con il CNR verte su tre pilastri - fascicolo sanitario elettronico, digitalizzazione dei servizi ed eLearning per i bambini ricoverati – e punta alla realizzazione di una serie di interventi condivisi volti a intensificare l’uso di strumenti digitali in ambito sanitario.
Questi interventi, secondo il ministro Renato Brunetta, costeranno all’incirca “un paio di milioni di euro” e prevedono un intervento pubblico per 500 mila euro. Altri 200 milioni verranno stanziati dal CNR e il resto proverrà da contributi di privati.
“Smart Inclusion assolve a un'importantissima funzione sociale della ricerca, tradurre la conoscenza tecnologica in servizi per i cittadini”, ha commentato il presidente del CNR, Luciano Maiani. “Il fatto che a beneficiarne siano i bambini malati, poi, ci inorgoglisce ancora di più. Consentire ai giovani pazienti di non perdere il contatto con la famiglia e gli affetti, oltre che con il mondo esterno della scuola e degli amici, vuol dire migliorarne sensibilmente la qualità di vita nel periodo di degenza”.
L’iniziativa Smart Inclusion è già stata sperimentata all'ospedale Sant'Orsola di Bologna e verrà estesa ad altre sei aziende ospedaliere: il Bambino Gesù di Roma, il Meyer di Firenze, il Gaslini di Genova, il Regina Margherita di Torino, l’Azienda Ospedaliera di Padova e il San Matteo di Pavia. Il calendario stabilito dal Ministro prevede il completamento del piano entro il dicembre 2009.