Italia
Sms truffa: stop dell’Antitrust ai messaggi che invitano a chiamare numerazioni non geografiche
Telecoms - L’Antitrust ha disposto la sospensione in via cautelativa della pratica di attivazione dei servizi a valore aggiunto tramite la richiesta di invio di sms che inducono i consumatori a contattare numerazioni non geografiche senza che gli utenti finali abbiano fornito alcun consenso preventivo in proposito e senza che essi siano adeguatamente e chiaramente informati del tipo di servizi realmente offerti e dei relativi costi.
Gli operatori coinvolti - Telecom Italia, Karupa, BT Italia, Voiceplus e High Tech Network, nonché il professionista titolare del nome di dominio www.messaggiperte.com, il signor Abdelkarim Hajabi – sono altresì invitati a comunicare l’avvenuta esecuzione del provvedimento entro 10 giorni pena una sanzione amministrativa pecuniaria da
L’intervento dell’antitrust si è reso necessario a seguito delle numerose richieste di intervento giunte tra ottobre 2007 e febbraio 2008 da parte di Associazioni e singoli consumatori che lamentavano di aver ripetutamente ricevuto sulle rispettive utenze mobili (gestite da Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G) vari sms contenenti l’invito a contattare da rete fissa numerazioni speciali a sovrapprezzo con prefisso “
Il contenuto degli sms è più o meno questo: "...ti ho lasciato un messaggio in segreteria. Chiama subito da telefono fisso il numero 899… per ascoltarlo. Baci”, oppure: “Ti ho cercato alle ore 8 del 5/10/2007, è urgente, chiama da fisso l’8-99… info costi su segreteria.biz” e ancora: “servizi messaggi! Chiama da telefono fisso 89-910-30-25 e segui la voce guida www.messaggiperte.com”.
Le numerazioni 899 vengono assegnate direttamente dal Ministero delle Comunicazioni, oppure tramite cessione da parte di precedenti assegnatari ai “centri servizi” o a persone fisiche.
Chi invia materialmente gli sms truffa ha diversi modus operandi: può acquistare direttamente, o tramite intermediari, pacchetti di sms e/o mms dagli sms center (c.d. Gateway) o elaborare via web, tramite l’accesso ad un pannello di controllo, il contenuto del messaggio, indicando i destinatari, le cui utenze mobili vengono generate in automatico, tramite apposito software scaricabile gratuitamente da Internet o ancora utilizzare il servizio, fornito a pagamento dagli sms center (c.d. mobile number check), che consente di individuare tra le utenze selezionate quelle che risultano attive.
Tutte le parti coinvolte nel procedimento, ha spiegato l’Autorità, “si sono difese ponendo l’accento prevalentemente sui rapporti intercorrenti tra i gestori di telefonia mobile e fissa e i Centri servizi assegnatari delle numerazioni a sovrapprezzo”.
Le società in questione, inoltre, “non hanno prodotto alcuna documentazione o informazione in merito alle modalità tecnico-operative di invio di pacchetti di sms e mms e ai rapporti commerciali con le società di Gateway”.
Da quanto emerso dalle risultanze istruttorie, coloro che elaborano il contenuto dei pacchetti di sms e mms – e che sono quindi materialmente e direttamente responsabili della ricezione, non richiesta e non autorizzata da parte degli utenti di telefonia mobile, dei messaggi fraudolenti - mettono in atto tecniche di raggiro “non riconoscibili da parte del consumatore medio, al solo fine di sollecitare l’accesso alla numerazione a sovrapprezzo”.
La mancata attenzione a qualsiasi forma di acquisizione preventiva del consenso degli utenti destinatari dei messaggi fraudolenti può presentare profili di violazione degli obblighi minimi di informativa, trasparenza e riservatezza fissati dal Decreto Legislativo n. 259/2003, recante il codice delle comunicazioni elettroniche e del D.M. n. 145/2006 dedicato alla regolamentazione dei servizi a sovrapprezzo.
La misura cautelare appare quindi necessaria – sottolinea l’Agcm – alla luce di accertati motivi “che configurano la pratica commerciale come foriera di un danno grave e irreparabile nella sfera economica dei consumatori, indotti a subire passivamente continui sms non richiesti, nonché a trovarsi assoggettati a servizi onerosi non chiaramente identificati in termini di caratteristiche e relative condizioni economiche”.
Viene dunque imposto agli operatori coinvolti a diverso titolo nella vicenda, “di adottare misure idonee ad interrompere l’invio dei suddetti sms, anche attraverso accorgimenti tecnici a ciò necessari”.
Un rimedio, secondo l’Autorità, è rappresentato dall’attivazione di software dotati di filtri semantici capaci di bloccare gli sms truffa mediante l’individuazione delle specifiche numerazioni “899…” oggetto del procedimento, senza peraltro violare la riservatezza del contenuto dei messaggi.




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