Gli occhi del mondo economico sono tutti puntati su \Telecom Italia¤. Tolto il velo al futuro dell’operatore. Stamattina l’amministratore delegato \Franco Bernabè¤ ha messo le carte sul tavolo. Che non avesse un poker d’assi si sapeva ma che chiudesse la partita con una coppia, beh non era prevedibile.
“Un piano senza miracoli”, ha detto stamani e la Borsa ha risposto: titoli in calo dell’8%, mentre Hopa, che controlla il 3,7% di Telecom, si affannava a smentire di aver emesso ordini di vendita.
“…Desidero darmi da fare su questo fronte, organizzare roadshow per convincere i nostri investitori istituzionali di lungo termine, che sono spariti, a riguadagnare fiducia nell'azienda. Mi imbarcherò in questo lungo viaggio”.
La situazione non è, infatti, entusiasmante, come l’ha definita lo stesso Bernabè, “…Ho trovato un'azienda completamente diversa da quella che ho lasciato, che non ha quasi nessun tipo di portfolio internazionale. Tutte le altre hanno investito all'estero, noi abbiamo ridotto gli investimenti. Stiamo lavorando per colmare questo divario ma non c’è molto da fare, non possiamo cambiare il mercato, non ci sono miracoli”.
E poi passaggio sul nodo cruciale: “Il problema è che le telecomunicazioni non sono più così di moda. Ci sono troppi concorrenti. I migliori sopravviveranno”.
Cosa ci aspetta per il 2008?
La previsione è di ricavi per 31 miliardi (23 sul mercato interno), stabili rispetto ai 30,9 del 2007. Negli anni 2009-2010 sono, invece, previsti ricavi in crescita tra l'1 e il 2% l'anno. Pari a 15 miliardi gli investimenti previsti nel triennio con una “corretta remunerazione per gli azionisti” e il dividendo sarà “in media con la remunerazione del settore”.
Ieri il Cda ha proposto la distribuzione di 0,08 euro per azione, pari a un pay out di circa il 67%. Prevista una progressiva riduzione del rapporto tra debito e margine operativo lordo al di sotto di 3 a fine 2008 e a circa 2,5 a fine 2010. Gli investimenti industriali complessivi nel triennio saranno pari a 15 miliardi. Grazie alle sinergie con \Telefonica¤ (700 milioni) il piano prevede un taglio di 1,2 miliardi ai costi nel corso del triennio.
Riferimento poi al mercato italiano della banda larga. Il numero di utenti serviti tramite broadband dal gruppo crescerà dai 6,4 milioni nel 2007 agli 8,3 nel 2010, con una parallela crescita degli utenti nazionali complessivi da 10 a 14,6 milioni. “…Vogliamo che l'ampiezza della banda sia pagata, non deve essere gratuita”.
Un'espansione che ha offerto a Bernabè uno spunto critico: “…I produttori sono stufi di gente che scarica gratis i servizi dalla rete. C’è stato troppo downgrading di quello che facciamo, niente dovrebbe essere ceduto per niente”.
L’intenzione di Telecom Italia è invece “…gestire fenomeni come la convergenza fisso-mobile, l'aumento dei prezzi per la voce e lo sviluppo della banda larga. Sono queste le sfide che ci aspettano per il futuro”.
La società si concentrerà inoltre sui consumi, in quanto la rete funziona ed è operativa. Si partirà dal modello “one company” elaborato diversi anni fa, per poi muovere in maniera aggressiva verso un nuovo modello.
Sul fronte internazionale, l'obiettivo è quello di un “percorso di graduale recupero” attraverso il rafforzamento del mobile e lo sviluppo delle offerte convergenti in Brasile, la crescita in Germania e un possibile aumento dell'esposizione sul mercato delle Tlc argentino, attraverso l'esercizio dell'opzione call su Telecom Argentina.
“…Sul mercato internazionale non vogliamo espanderci troppo perché non ne abbiamo bisogno e non abbiamo la forza finanziaria”, ha spiegato Bernabè. Per l'Ad la presenza estera di Telecom gode di “…buone posizioni, abbiamo una buona presenza nei mercati internazionali, non sono molti ma significativi e possiamo continuare a sfruttarli”.
Ma l'espansione avverrà “senza fuochi d'artificio - ha insistito l’Ad - avremo i piedi per terra. Manterremo una disciplina finanziaria molto solida, selezioneremo gli investimenti”, perché “…non siamo qui per fare un impero, vogliamo guadagnare facendo l'interesse dei nostri azionisti. Abbiamo opportunità tecniche, non finanziarie, la collaborazione non ci spaventa”.
Sul debito, il direttore finanziario \Enrico Parazzini¤ ha voluto rassicurare il mercato: “…il livello di debito è gestito e gestibile, la situazione è solida”. Escluso peri il momento qualsiasi piano relativo alle azioni risparmio.
Siluro contro il Ministro Bersani che Parazzini accusa di “discontinuità regolatorie” che hanno provocato un danno a Telecom di 400 milioni.
Sulla rete, dopo la creazione della struttura Open Access, Bernabè ha dichiarato che per il momento non si hanno opzioni alternative per il futuro.
"Nessuno al mondo, eccetto Singapore, si è occupato della separazione strutturale della rete, e ci devono essere dei motivi”, ha detto.
Riguardo a \Telefonica¤, Bernabè ha sottolineato: “abbiamo un buonissimo rapporto. Continueremo a collaborare con tutti, anche con i politici e le istituzioni, non vogliamo combattere, né avere vertenze legali”.
Entro l'anno, ha annunciato sempre Bernabè, Telecom presenterà un nuovo piano strategico.
“Il Gruppo - ha affermato il presidente \Gabriele Galateri¤ - può contare su azionisti solidi, importanti, affidabili. Tutti vogliono la crescita, nessuno ci pone vincoli”. E anche con Telefonica i rapporti sono “chiari e trasparenti”, senza nessuna “agenda segreta”.
“Il piano che è stato presentato da Telecom Italia, è il primo passo di un lavoro che il management farà, ed è un lavoro di lungo periodo”, ha commentato l’Ad di Intesa SanPaolo Corrado Passera, aggiungendo che “…sapevamo fin dall’inizio che il successo di questa azienda arriverà da un lavoro che durerà molti anni. Mi sembra che abbiamo cominciato nella maniera giusta”.