Dovrebbe debuttare a ottobre la versione mobile del sistema operativo Linux, Ubuntu, adatto per palmari, UltraMobilePC e dispositivi emebedded.
La versione mignon del sistema operativo sarà sviluppata dai membri della community Ubuntu, affiancati dal colosso dei chip \Intel¤, per rispondere alla domanda di dispositivi portatili in grado di offrire alte prestazioni con un minore consumo di energia.
I dispositivi mobili internet-enabled, infatti, sono sempre più diffusi e secondo il CTO di Ubuntu, Matt Zimmerman, “pongono nuove sfide per l’open source richiedendo interfacce grafiche innovative e migliori performance in fatto di gestione energetica e ricettività”.
Ubuntu è un sistema operativo già abbastanza utilizzato sui Pc da scrivania e i laptop: ad aprile di quest’anno, è stato anche annunciato un accordo con \Dell¤ per offrire il sistema preinstallato in alcuni computer della casa americana.
Il nome Ubuntu – spiega Wikipedia - deriva da una antica parola Zulu diffusa in varie parti dell'Africa e che corrisponde indicativamente al concetto di "umanità verso gli altri", a volte tradotto anche "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". La distribuzione Ubuntu GNU /Linux si prefigge l'obiettivo di portare nel mondo del software questo nobile concetto.
Creare una piattaforma mobile basata su Linux permetterà infatti di abbassare i costi di sviluppo, aumentare la flessibilità e realizzare un ecosistema mobile più ricco a vantaggio di una user experience migliore e differenziata.
Il tutto avvalendosi della collaborazione di chiunque voglia modificare o sviluppare nuove applicazioni, con la conseguenza di realizzare diversi tipi, o distribuzioni del sistema operativo.
Intel, da canto suo, ha già annunciato un nuovo processore a basso consumo e un’architettura chipset progettata per consentire una navigazione internet soddisfacente anche dai dispositivi mobili, nonché un prototipo di dispositivo mobile adatto a supportare sia un prototipo della piattaforma Ubuntu mobile che il sistema operativo Microsoft Windows Mobile.
Chiamato Silverthorn, il chip sarà sette volte più piccolo dei normali processori e consumerà appena il 10% di energia.
Intel ha anche sostenuto un altro progetto open source – noto come Gnome Mobile & Embedded Initiative (GMAE) - che si occupa di sviluppare applicazioni per i dispositivi mobili.
Dietro il progetto Ubuntu c’è il miliardario sudafricano Mark Shuttleworth – noto anche per essere uno ei primi turisti spaziali – che ha fondato nel 2004 la società Canonical , per promuovere e supportare progetti open source.