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Italia
II Conferenza su TDT: il digitale terrestre non può essere una piattaforma verticalmente integrata. Necessari contenuti e interoperabilità

Riportiamo di seguito l'intervento Piero De Chiara, Presidente dell’associazione DGTVi, al Convegno “La televisione di tutti

di Piero De Chiara (Presidente dell’associazione DGTVi)
Piero De Chiara


L’elemento più rilevante delle proposte che avanzeremo in questa due giorni napoletana è il consenso intorno ad esse di tutte le imprese televisive.

Il passaggio al digitale è un progetto europeo maledettamente difficile, perché segna una trasformazione profonda dell’industria televisiva.

Se passaggi così impegnativi sono interpretati da qualcuno come strumenti di qualche impresa contro qualche altra, non si va da nessuna parte.

E’ indispensabile invece che ciascuna impresa viva questa fase come una occasione, dalla quale uscirà inevitabilmente trasformata, ma in cui può giocarsi le sue carte e crescere. Alle imprese infatti non basta sopravvivere, vogliono crescere, è il loro istinto.

  

Voglio allora iniziare dal punto più difficile, le emittenti locali, che sono quelle che nella transizione rischiano di più.

 

Le emittenti locali hanno preteso che il loro comparto non fosse solo un capitolo di una ricerca o il segnale di un allarme o il lamento di chi si appresta a chiedere il rinnovo di provvidenze. Hanno posto questioni di rilevanza generale.

 

Hanno chiesto innanzitutto che il sistema terrestre resti interoperabile. Per garantire la possibilità per tutti di offrire programmi e servizi è infatti indispensabile che la televisione terrestre non diventi, come hanno fatto il satellite e la IPTV una piattaforma verticalmente integrata, governata da uno o due operatori. Un sistema interoperabile e aperto necessita di un lavoro snervante di standardizzazione e coordinamento, che si è fatto, si sta facendo, si deve continuare a fare. Nelle settimane passate abbiamo raggiunto un accordo in tal senso con i costruttori di decoder.

 

Le locali hanno chiesto che sia a loro riservato il rapporto con la pubblica amministrazione locale: FRT e Areanti-Corallo hanno firmato un accordo in questo senso con le emittenti private nazionali; non con la \Rai¤ che non poteva firmare, finché ha in Convenzione e nel contratto di servizio la missione del rapporto con il territorio.

 

Resta aperta la questione della fase di transizione. Nella fase di transizione le locali non possono operare in simulcast analogico/digitale, per mancanza di frequenze. Lo switch-off per loro è la salvezza; di più, è un approdo nel quale le loro principali risorse, le frequenze e il rapporto con il territorio, sono moltiplicate e si apre la prospettiva di nuovi modelli di business. e imprese locali, come e più di tutte le altre imprese, hanno il diritto di sapere quanto è lontano questo approdo e pretendono che tutti gli attori facciano con il massimo impegno la loro parte per definire gli strumenti, le tappe, i gruppi di lavoro necessari per portare tutto il sistema a spegnere al più presto definitivamente l’analogico.

Il rinvio dello spegnimento in Sardegna e Val d’Aosta non è stata una buona notizia per le emittenti locali. Ma il protocollo che è stato firmato con il Ministro e con i Governatori delle due Regioni contiene anche la descrizione di un percorso con delle tappe precise e realistiche: già il 30 novembre dovremo aver risolto gli ultimi dettagli che ci consentiranno il 1° marzo del 2007 di passare in solo digitale una rete \Mediaset¤, una Rai e una di \Telecom Italia Media¤. A quel punto potremo dire che si è cominciato a lavorare sul serio e gli switch off regionali dell’anno successivo saranno alla portata.

 

Gli altri soggetti che hanno assoluto bisogno di certezze sono gli investitori internazionali, una componente di capitale e di know how decisiva per tutte le industrie; e quella televisiva non fa eccezione.

 

In Italia e nel DGTVi è presente Dfree, che è oggi un operatore solo digitale, il cui modello di business è quindi indissolubilmente legato ai tempi dello switch-over.

 

Il rispetto e l’imparzialità con il quale il sistema Italia tratterà questo primo investimento internazionale sul terrestre, sarà guardato con attenzione all’estero e costituirà un metro di giudizio per le decisioni di ulteriori investitori internazionali.

Anche le locali e Dfree hanno trovato un pieno accordo con le grandi imprese nazionali sulle due proposte principali di questa conferenza: il ruolo trainante del servizio pubblico e il lancio di un pacchetto di nuovi canali gratuiti di buon ascolto.

 

Le due proposte sono strettamente collegate. In tutti i paesi europei il servizio pubblico è il motore del lancio dei nuovi canali in chiaro e raggiunge in questo modo tre obiettivi:

  • svolge la sua missione fondamentale, che è quella di rispondere alla domanda dei telespettatori di avere una offerta televisiva più ricca e più varia.

  • risponde all'altra sua missione, che è quella di elevare la qualità di tutto il sistema. Mi ha colpito una frase del presidente di una televisione concorrente della BBC: “la BBC ci costringe tutti a essere migliori di quanto vorremmo.” Se la Rai fa nuovi buoni canali, i privati sono costretti a inseguire. In questo senso il servizio pubblico ha una funzione di sistema.

  • offre nuovi canali attrattivi, il servizio pubblico traina, a beneficio di tutti, la diffusione dei decoder e avvicina lo switch off. In questo modo il servizio pubblico offre un esempio di buon intervento pubblico nell’economia, che crea occasioni anche per le industrie private e valorizza un bene collettivo quale l’etere terrestre.

Sono tre obiettivi della Rai, ma sono anche tre obiettivi del paese. In questo contesto deve essere affrontata la questione delle risorse dl servizio pubblico.

 

Siamo consapevoli dei vincoli:

  • le condizioni della finanza pubblica,

  • la polemica sui livelli fiscali,

  • la considerazione che nella Rai c’è un po’ di margine per spostare risorse da impieghi tradizionali verso questo progetto.

Tutto vero, ma non si pensi che la Rai possa trainare un progetto di questa portata con le risorse attuali.

 

Non si dica che il dovere di investire in servizi innovativi è già nella Convenzione e nel contratto di servizio; quella è la missione per le fasi ordinarie; il fatto è che, credo che su questo conveniamo tutti, siamo in una fase straordinaria, dalla quale il nostro paese uscirà più ricco o più povero, e per vincere la partita abbiamo bisogno del nostro amato-odiato servizio pubblico.

Se rileggiamo decenni di dibattiti sul ruolo dei servizi pubblici europei, ci accorgiamo che in fondo li abbiamo tenuti lì anche per questo, per aiutarci ad affrontare le fasi straordinarie. Gli americani forse non ne avranno bisogno; noi sì.

 

In questa conferenza le forti ragioni del servizio pubblico saranno spiegate, meglio di me, dai rappresentanti della Rai.

Io voglio però sottolineare un fatto, che poteva avvenire solo a fronte di un passaggio di fase straordinario. Tutte le imprese televisive private, nazionali e locali, chiedono che le risorse fiscali della Rai siano aumentate, con un lieve incremento del canone o in altro modo. E’ un inedito dato politico del quale ci auguriamo che il nostro Governo vorrà tener conto.

 

Nessuno immagina le risorse della \BBC¤, ma fare buoni canali costa, alcune decine di milioni aggiuntivi e non sostitutivi, se non si vuole abbassare il livello di competitività complessiva della Rai.

I motivi di questo – ripeto- straordinario consenso dell’industria privata a un aumento delle risorse del servizio pubblico li ho accennati prima: la Rai è un motore di sistema, insostituibile in questo passaggio di fase.

Qualcuno può leggere in questa posizione dell’industria privata una novità, rispetto ai primi due anni di lancio del digitale terrestre. Se in passato le principali televisioni private hanno dato un’impressione di autosufficienza, questo non ha giovato al progetto.

 

Intendiamoci: le industrie private italiane, Mediaset e Telecom Italia Media in prima fila, hanno fatto tantissimo e sono orgogliose di quello che hanno fatto. Hanno investito, tra infrastrutture e diritti due miliardi di euro; hanno costruito le reti, avviato canali, sperimentato l’interattività e, primi in Europa, hanno lanciato due modelli di business innovativi.

Il modello paghi ciò che vedi è già un successo con tre milioni di clienti.

Ricordiamo che quando la Commissione europea autorizzò la fusione \Stream¤-\Telepiù¤ espresse forti timori sulla nascita di un monopolio dei servizi a pagamento inattaccabile. Questo monopolio lo abbiamo scalfito, con una idea semplice e italiana come la scheda prepagata.

 

La concorrenza non ha nuociuto al sistema; al contrario, l’operatore satellitare ha reagito migliorando la sua offerta e, per la prima volta in Italia, è diventato profittevole,. I numeri dicono che la concorrenza ha provocato un aumento senza precedenti delle famiglie digitali, che sono passate da 4 a 7 milioni nel solo 2005.

 

E siamo solo all’inizio. L’offerta a consumo di film, concerti, teatro, sport minori, può aprire una nuova sorgente per il finanziamento dell’industria culturale italiana. Ma se nella primissima fase il calcio a tre euro è stato un traino della vendita dei decoder, oggi causa ed effetto si sono invertiti. Solo i canali gratuiti possono trainare la vendita dei decoder, la quale a sua volta aumenta la base potenziale delle famiglie che, di tanto in tanto, arricchiscono il loro menu televisivo acquistando un film, un concerto, uno spettacolo teatrale, un evento sportivo. Questo teatro virtuale apre così la possibilità di una nuova modalità di finanziamento anche per generi che non trovano spazio nella televisione finanziata da pubblicità.

 

L’altra innovazione sulla quale l’Italia sta conquistando un vantaggio è la televisione su mobile.

Anche questa nuova avventura ci racconta che quando un paese ha costruito un settore industriale forte e concorrenziale, come è l’industria del mobile in Italia, è più facile che si sviluppi una filiera di investimenti nei settori collegati; lo storico primato italiano nella telefonia mobile trascina e ibrida altri comparti industriali. E’ un ennesimo esempio del come i settori in cui si raggiungono livelli di eccellenza siano un patrimonio nazionale.

Naturalmente solo la prova del mercato ci darà la misura della dimensione di massa della televisione mobile e personale; il fatto però che investitori nazionali e internazionali, provenienti dall’industria delle telecomunicazioni e da quella televisiva, stiano investendo centinaia di milioni in un progetto di infrastrutturazione del paese è già di per sé un fatto positivo, che gli altri paesi inseguono.

Questi successi non sono sufficienti.

 

Accanto ad alcuni primati, abbiamo accumulato rispetto agli altri paesi europei anche alcuni ritardi. Non basta festeggiare, proprio in questi giorni, i quattro milioni di decoder terrestri venduti, che fanno dell’Italia il secondo paese europeo; occorre guardare al dato degli ultimi mesi: oggi la vendita mensile dei decoder in Italia è più lenta anche rispetto a paesi, che sono partiti dopo di noi, come ad esempio la Francia.

 

La vendita dei decoder è troppo dipendente dalla stagionalità delle offerte pay. La media senza contributi è centomila decoder al mese. Nei mesi più fiacchi si vendono solo cinquantamila decoder, un numero che non ci consente né di raggiungere gli obiettivi fissati dalle leggi nazionali, né quelli contenuti nelle raccomandazioni comunitarie. Occorre un deciso cambio di passo.

 

Con un lavoro di ricerca comune, che ha coinvolto quattro istituti e sette imprese e associazioni e che vi verrà consegnato e illustrato da Andrea Ambrogetti, abbiamo cercato di capire quali sono all’estero gli ingredienti per il successo in un progetto che tutti i paesi europei hanno ormai iscritto tra le loro priorità e stanno prendendo maledettamente sul serio.

 

Gli ingredienti sono molteplici e vanno ben amalgamati.

Uno in particolare è decisivo. Perché i telespettatori adottino una nuova tecnologia serve una offerta gratuita aggiuntiva, forte, semplice, coordinata, che in Italia non c’è ancora.

Il telespettatore deve avere di più e deve sapere di averlo. In tutti gli altri casi di successo questo elemento è stato ed è determinante. E i fattori di successo sono stati:

  • un pacchetto di nuovi canali attraenti lanciati simultaneamente,

  • la presenza di editori diversi; nuovi canali di chi la televisione la fa da anni e canali di editori nuovi provenienti da altri settori editoriali

  • una copertura omogenea,

  • una comunicazione coordinata,

  • un marchio unificante.

Anche in Italia serve questo, serve subito; già da domani mattina vi mostreremo e cominceremo a discutere il progetto di una Freeview italiana.

 

Si è parlato di nuovi editori e di altre piattaforme.

Il rapporto degli incumbent con i nuovi entranti è sempre sospettoso. Davvero c’è spazio per nuovi entranti?

La risposta negli altri paesi europei è: Sì. Sono entrati nuovi editori con investimenti consistenti e hanno conquistato nel mondo digitale una quota di mercato molto più ampia di quanto avrebbero potuto conquistare con gli stessi investimenti nel mondo analogico.

 

Che cosa manca perché scatti lo stesso meccanismo anche in Italia?

Qualcuno dice: occorre sottrarre risorse all’analogico. Negli altri paesi europei, dove pure l’analogico assorbe, in termini assoluti, più risorse che in Italia, non si è scelta questa strada.

 

All’estero il fattore scatenante è stata l’affidabilità della pubblica amministrazione, che ha dato certezze agli investitori, ma ha anche dato un segnale esplicito: “se volete entrare nel mercato televisivo, il momento è questo. Tirate fuori le idee e i capitali”.

 

Occorre che anche in Italia si crei un’ analoga fiducia nella stabilità del disegno di politica industriale, nella forza dei poteri pubblici e, al tempo stesso, nella loro assoluta neutralità rispetto ai processi di mercato.

 

Non ci sembra necessario e forse neanche auspicabile che siano i poteri pubblici a decidere quali nuovi editori debbano entrare e quali no. E’ tuttavia indispensabile che chi davvero vuole investire possa contare sulla forza delle Autorità nel garantire la assoluta non discriminazione nell’accesso ai fattori di produzione, a partire ovviamente dalle frequenze, anche a quelle legittimamente gestite dagli incumbent.

 

Neutralità rispetto alla competizione tra imprese e anche tra piattaforme. In questo caso, neutralità tecnologica significa che le regole non devono spingere i telespettatori a dotarsi di una tecnologia al posto di un’altra. Per questo altri Paesi, quando prevedono contributi specie per le fasce deboli della popolazione, assegnano dei voucher, che la famiglia può spendere su una piattaforma a sua scelta.

 

Per garantire uno sviluppo armonico delle diverse piattaforme, la Commissione europea sta facendo un faticoso lavoro per mantenere aperto anche quel mercato davvero speciale che è il mercato dei diritti, affinché tutti i diritti pregiati non finiscano in mano ad un unico operatore ostruendo la concorrenza tra piattaforme.

 

Una corretta politica industriale sfrutta una pluralità di tecnologie di diffusione. Ma questo non significa che tutte le reti sono uguali. Le differenze di costi e di efficienza delle diverse reti sono una risorsa che la politica industriale deve mettere al servizio di un disegno coerente e coordinato.

 

L’IPTV ad esempio è la tecnologia migliore per la flessibilità e la numerosità dei prodotti che può offrire. Anche i prodotti di nicchia e di archivio, che non trovano posto nei palinsesti, troveranno un loro pubblico grazie ai servizi on demand, come già sta avvenendo con la musica. E’ uscito in questi giorni un libro importante di Chris Anderson che si intitola "Long tail" e dimostra come con le reti on demand è possibile ottenere grandi ricavi anche con prodotti di nicchia, invendibili e invisibili in un palinsesto lineare . E’ uno dei più grandi regali che internet ha fatto all’umanità, scrive, con qualche enfasi, l’Economist.

 

La tv su mobile apre la strada all’uso personale del prodotto audiovisivo. I contenuti editoriali, esclusi quindi gli SMS personali, rappresentano già oggi in Italia un mercato da un miliardo di euro all’anno. E il mobile ha viaggiato sinora su banda stretta. DVB-H e altre reti mobili a banda larga non possono che moltiplicare questo mercato.

 

Ma oggi il fenomeno economicamente più rilevante è il satellite. \Sky Italia¤ è ormai un gigante che, da solo, ha conquistato un quarto del mercato televisivo nazionale. E’ una quota che può essere guardata con apprensione da Rai e Mediaset, abituate negli ultimi due decenni a contendersi la quasi totalità del mercato.

 

Si tratta quasi esclusivamente di ricavi da vendita di abbonamenti, quindi non una sottrazione di ricavi, ma una enorme risorsa aggiuntiva che ha consentito la crescita dell’industria televisiva in anni in cui le altre voci di ricavo sono rimaste quasi stabili. Per questo giudico il successo di Sky Italia, una grande e positiva novità, nel panorama televisivo italiano.

 

Tuttavia non possiamo assegnare alla televisione a pagamento il compito di arricchire e variare il tempo che gli italiani passano davanti allo schermo.

 

Se il digitale terrestre gratuito restasse una promessa non mantenuta, il risultato sarebbe una spaccatura sociale tra chi decide di spendere qualche centinaio di euro l’anno per abbonarsi al satellite, all’IPTV o alla televisione mobile e personale – e noi ci auguriamo che siano tanti - e gli altri, che centinaia di euro non possono o non vogliono spenderli e che saranno sempre e comunque una maggioranza delle famiglie italiane.

 

Neanche un dottor Stranamore può pensare di trasformare tutta la televisione in un servizio a pagamento. La televisione in chiaro non morirà mai. I canali generalisti continueranno a svolgere la loro funzione di informazione di massa, di spettacolo popolare collettivo, di creazione di personaggi pubblici e di chiacchiere, di emozioni collettive e condivise.

 

L’altro giorno cercavo di far funzionare il mio nuovo video recorder per programmare il programma preferito di mia figlia. Mi ha detto: “ma io voglio vederlo in diretta” Gli spiegato che una serie televisiva è comunque registrata. “Insomma –mi ha detto- voglio vederlo mentre lo vedono tutti gli altri”.

Questo bisogno di socialità e di condivisione delle emozioni conviverà a lungo con le nuove forme del consumo televisivo ad abbonamento e on demand.

La televisione gratuita non morirà. Il rischio è un altro.

 

Il rischio è che la distanza tra i due popoli televisivi si allarghi a dismisura. Che i ricchi e i poveri non si distinguano più solo per come sono vestiti, per dove vanno in vacanza, per la scuola dove mandano i figli; ma anche per il loro accesso ai prodotti televisivi.

 

L’Ofcom pubblica periodicamente la diffusione delle piattaforme tra le diverse fasce sociali. Anche molte famiglie della working class spendono una considerevole parte del loro reddito per abbonarsi a \BSkyB¤ o al cavo, ma non sempre ce la fanno, anzi nella maggior parte dei casi non se lo possono proprio permettere.

 

E’ una discussione che è ormai entrata in molte famiglie europee: nell’ultimo film di Almodovar Penelope Cruz, magnifica popolana in difficoltà economiche, litiga con il marito che paga ormai solo l’abbonamento a \CanalPlus¤.

Perché non si crei un fossato sociale, lo standard minimo per tutti della televisione gratuita non può restare allo stesso livello degli ultimi venti anni o peggio abbassarsi. I canali in chiaro non devono impoverirsi, svuotandosi di sport, di film, di documentari, di cartoni, tutti trasferiti alla televisione a pagamento.

 
In epoca digitale, anzi, la televisione per tutti può e deve fare un salto di quantità e di qualità. Il cittadino europeo ha il diritto a un’offerta gratuita più ricca e più varia. Chiamiamolo con il suo nome: si tratta di elevare il servizio universale televisivo.

Questo è il grande progetto europeo di televisione digitale, la cui base è inevitabilmente il digitale terrestre, senza nulla togliere all’importante ruolo delle altre piattaforme televisive.

 

Sì certo. Ci sono altri importanti moventi che hanno spinto l’Europa a questa scelta ormai irreversibile.

C’è l’agenda di Lisbona e la necessità di razionalizzare l’uso dello spettro.
C’è l’esigenza di aumentare il pluralismo e quello di ritrovare un ruolo ai servizi pubblici.

 

Tutti questi sono dei mezzi. La posta vera si chiama servizio universale e ha molto a che vedere con quanto le società europee riusciranno nei prossimi anni a restare coese e a non soccombere alla crescita delle distanze sociali e culturali.

Proprio perché la posta è così alta, noi rappresentanti delle imprese dobbiamo riconoscere il ruolo che spetta alle politiche pubbliche, alle Autorità, al Governo e al Parlamento.

 

Il Ministro Gentiloni, nell’incontro che abbiamo avuto per preparare questa conferenza, ci ha invitato a non sprecare questa occasione discutendo per l’ennesima volta di chi aveva ragione nella aspra battaglia che si è combattuta intorno alla legge 112, ma di usarla per discutere di quello che occorre fare ora.

 

Ho tentato di seguire il suo invito, introducendo questa conferenza parlando del futuro e delle cose da fare.

Mi sembra anche che la conferenza di quest’anno non ricalchi i toni eroici tipici degli anni dello start up, che presenti un bilancio schietto e faccia i conti anche con la necessità di una svolta nelle politiche pubbliche per la televisione.

Con questa consapevolezza della necessità di un cambio di passo, sento però di dovere esprimere il mio personale riconoscimento ai ministri Gasparri e Landolfi, ai sottosegretari Innocenzi e Romani e al prof. Cheli, per il loro impegno e per la correttezza nei rapporti; alla Fondazione Bordoni all’ISIMM, che hanno fatto e continuano a fare un prezioso lavoro di ricerca.

 

Nel preparare questa conferenza abbiamo fatto un grande sforzo per presentare una proposta aggiornata, comune tra imprese diverse per dimensione e per cultura.

Spero che questo sforzo sia apprezzato e soprattutto utilizzato come sponda dalle istituzioni.

 

Il digitale terrestre non è nato come un progetto delle imprese, ma come un progetto pubblico che ha dapprima costretto, poi convinto le imprese a investire. Senza un rinnovato impegno dei poteri pubblici non si va da nessuna parte, anzi si scivola fuori dall’Europa.

 

Non si illuda l’Italia di essere pigramente trascinata dall’Europa. Il progetto è comune, ma ciascun paese gioca la sua partita.

La Germania ha una infrastruttura cavo che dà alle sue imprese un vantaggio strutturale.

La Francia propone un modello molto dirigista e ispirato alla difesa dei campioni nazionali.

La Gran Bretagna coltiva un’idea di ripartizione dello spettro che spazzerebbe via l’intera industria locale.

 

La via italiana che noi proponiamo fa i conti invece dalle specificità dell’industria televisiva italiana.

 

Qualche settimana fa, nella Conferenza internazionale sulle frequenze a Ginevra, la squadra di ingegneri che componeva la delegazione italiana ha ottenuto il massimo risultato possibile, in una spedizione che, forse, non era stata preparata con la necessaria cura, trasparenza e coinvolgimento. Gli accordi internazionali ora vanno rispettati, ci mancherebbe altro. Ma questo non significa che l’Italia rinuncia all’utilizzo dello spettro che non è stato ancora coordinato con i paesi limitrofi. Ginevra è un punto di partenza, che almeno ha messo l’Italia al pari e al passo degli altri paesi. Il lavoro ora continua, a partire dalle aree all digital. Dobbiamo saperlo: chi riesce a digitalizzare le prime regioni acquista un vantaggio negoziale. Ecco un altro esempio della necessità di uno stretto raccordo tra istituzioni e imprese a tutela degli interessi nazionali.

 

Le proposte che presentiamo possono essere discusse, siamo qui per questo. Ma domani, nel trarre un bilancio della discussione, potremo già avere un’idea della serietà con cui tutti gli attori affrontano questa fase decisiva.

Se già nelle prossime settimane saranno costituiti organi di governo della transizione, che coinvolgono, ciascuno con le proprie responsabilità, il Governo, l’Autorità, i consumatori e le imprese.

Se entro settembre ci doteremo di un sistema di monitoraggio che produce numeri considerati attendibili da tutti.

Se verranno successivamente fissate non solo la data finale, ma anche le tappe intermedie, gli strumenti di verifica, le risorse necessarie.

Se il 30 novembre questi organi ratificheranno, come prevedono i protocolli firmati, il passaggio al solo digitale di tre grandi reti analogiche in Sardegna.

Se, soprattutto, entro l’anno sarà nata la Freeview italiana.
Se tutte queste condizioni, che sono realisticamente alla nostra portata, verranno raggiunte ebbene neanche allora diremo che ce l’abbiamo fatta, perché il percorso è in salita e le difficoltà crescono man mano che ci si avvicina al traguardo.

Ma diremo che finalmente si è cominciato a lavorare seriamente e che ce la faremo, tra i primi in Europa, e che la televisione dei prossimi anni sarà più bella, più aperta e più competitiva di quella che abbiamo costruito con passione negli anni passati.

 

Leggi il profilo Who's who di \Piero De Chiara¤
 

Consulta lo Speciale Key4biz sulla Conferenza di Napoli e sulla TDT in Italia ed Europa

 

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(17 luglio 2006 notizia 176679)

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Marco Marchesi (Telecom Italia) all’Avaya Forum 2011 - Roma, 24 marzo 2011 (29 mar 2011)
Marco Marchesi (Marketing, Telecom Italia) - La Nuvola Italiana. Il Cloud Computing di Telecom Italia - Avaya Forum 2011, 24 marzo, Roma (28 mar 2011)
 
 Ultime notizie su RAI:
Compensi Rai : Renato Brunetta, ‘Pubblicazione sul web e' un passo importante sulla strada della trasparenza’ (08 apr 2011)
Corecom interviene su vicenda Rai 1 in Abruzzo: allertato AgCom e sollecitata Rai Way per risolvere problema ricezione (03 apr 2011)
Tv. Per Ocse serve urgente intervento Antitrust per superare il duopolio Rai-Mediaset (07 apr 2011)
Rai: firmato il nuovo Contratto di servizio. Grande vittoria per la campagna Donne e Media (07 apr 2011)
Donne e Media: imminente la firma del Contratto di Servizio Rai e l’istituzione della Commissione per la tutela delle donne in Tv’ (06 apr 2011)
 
 Ultime notizie su Mediaset:
Tv. Per Ocse serve urgente intervento Antitrust per superare il duopolio Rai-Mediaset (07 apr 2011)
Mediaset: avviate negoziazioni con DMT per integrare le infrastrutture di comunicazione (31 mar 2011)
MEDIASET: cresce del 29% l'utile netto 2010. In autunno nuovo canale all news (23 mar 2011)
Mediaset: via libera al sistema all news mentre per gli analisti l’azienda è tra i migliori investimenti del mercato media (15 mar 2011)
Vendite a distanza: Mediaset lancia sul digitale terrestre il canale ‘Me’. Gli acquisti si potranno effettuare anche sul sito byme.com (02 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Sky Italia:
Tv digitale: lunedì positivo per Sky Italia che registra share del 6,1%. Bene la prima di ‘Happy Family’ trasmessa anche in HD (05 apr 2011)
Sky Italia: Carlo Rossanigo nuovo direttore relazioni esterne (25 mar 2011)
Sky Italia: dal 1° aprile arriva sulla pay Tv il canale NBC ‘Diva Universal’ (21 mar 2011)
Tv digitale: share in crescita per Sky Italia. Quasi 390 mila spettatori per la prima Tv del film di Ozpetek ‘Mine Vaganti’ (09 mar 2011)
Auditel: l’Antitrust proroga l’istruttoria dopo la nuova denuncia di Sky Italia (08 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Isimm:
24 febbraio 2011. L'accesso mobile a Internet: Il seminario di studi di ISIMM (17 feb 2011)
Donne e Tv. L’adesione di Claudia Donati (Fondazione Censis), Valeria Ferro (Isimm) e Giulia Temperini (Fondazione Censis) (18 feb 2010)
Enrico Menduni (Isimm): Il recepimento della Direttiva non può essere un’operazione burocratica: encomiabile il metodo proposto dall’Osservatorio – Roma 30 giugno 2009 (01 lug 2009)
Isimm e Laterza Editori presentano: Elogio della lottizzazione. La via italiana al pluralismo di Paolo Mancini (08 apr 2009)
Il VoIP nella PA: convegno Microsoft e studio Isimm. La mancanza di formazione, uno dei maggiori ostacoli per l’innovazione (24 set 2008)
 
 Ultime notizie su FRT:
Dividendo digitale: Frt e Aeranti-Corallo presenteranno proposta per equo indennizzo alle Tv locali. Asta a rischio? (08 apr 2011)
Filippo Rebecchini (FRT): La Pay TV non può sottrarre pubblicità alla free TV; è necessario fissare dei tetti – Roma 30 giugno 2009 (30 giu 2009)
Frt.it (17 lug 2008)
TDT: Mediaset, LA7 e FRT siglano un’intesa per servizi interattivi locali (03 feb 2006)
FRT e RNA plaudono al Ddl Gasparri (23 lug 2003)
 
 Ultime notizie su BSkyB:
News Corp. I giornali britannici scrivono al parlamento: 'Bloccate la scalata di Murdoch a BSkyB' (15 mar 2011)
BSkyB:  aumenta la posta in gioco. Rupert Murdoch potrebbe pagare 11 mld di sterline per mettere le mani sulla pay Tv (08 mar 2011)
Pay Tv: OK dal governo britannico. A News Corp il controllo di BSkyB (03 mar 2011)
PayTv. Ok dalla Ue: a Murdoch il controllo totale di BSkyB (21 dic 2010)
BSkyB: ora interviene anche la Chiesa. Il reverendo McCulloch si appella alle autorità di vigilanza (23 nov 2010)
 
 Ultime notizie su BBC:
BBC: l’IPTV non si tocca. Confermati gli investimenti nel digitale ma al momento nessuna roadmap (24 mar 2011)
Mediaset: conclusi accordi con BBC Worldwide e Discovery Communications per due nuovi canali premium (28 gen 2011)
BBC: la scure di David Cameron, ‘Eliminati 5 notiziari multilingua e 650 licenziamenti in vista’ (27 gen 2011)
Tv pubblica: la 'scure' del governo sulla BBC. Canone congelato per 6 anni e tagli ai finanziamenti (21 ott 2010)
BSkyB: anche il Dg della BBC Mark Thompson nel fronte anti-Murdoch (12 ott 2010)
 
 Ultime notizie su Chris Anderson:
IAB Forum 2010: The Web is Dead? I dati smentiscono Chris Anderson. Internet più vivo che mai (03 nov 2010)
 
 Ultime notizie su Andrea Ambrogetti:
Andrea Ambrogetti (Mediaset): Digitale Terrestre? Un processo tecnologico, culturale e industriale che coinvolge il Sistema-Paese, Roma 26 giugno 2009 (30 giu 2009)
DGTVi conferma Andrea Ambrogetti alla presidenza: ‘Ci aspettano due anni decisivi per il passaggio al digitale del sistema televisivo’   (13 mar 2009)
Andrea Ambrogetti (09 apr 2006)
DGTVi alla guida della TDT: il 2005 anno dell’irreversibilità del digitale. Intervista ad Andrea Ambrogetti (09 nov 2005)
 
 Ultime notizie su Piero De Chiara:
Piero De Chiara (Telecom Italia): Digitale Terrestre, satellite e IPTV, il nuovo paradigma dello sviluppo della Tv (20 mag 2009)
Piero De Chiara (01 apr 2008)
BBF 2007. De Chiara: ‘Vincente lo stop alle vendite di televisori analogici’Intervista a Piero De Chiara (DGTVi) (09 ott 2007)
 
 Ultime notizie su Ofcom:
Dividendo digitale: in UK asta entro metà 2012. Ofcom fissa tetti e limiti per tutelare la concorrenza (22 mar 2011)
Terminazione mobile: Ofcom all'attacco. Tariffe giù dell'85% in 4 anni (15 mar 2011)
Ofcom: stop alle pubblicità ingannevoli sulle velocità delle connessioni a banda larga (02 mar 2011)
Tlc mobili. Italia leader mondiale per diffusione smartphone. Soddisfazione di Calabrò per dati rapporto Ofcom (06 dic 2010)
Fibra Ottica: BT sarà obbligata a condividere rete e cavidotti coi concorrenti. Il piano Ofcom per l’ultrabroadband (24 mar 2010)
 
 Ultime notizie su Commissione Europea:
Cyberspionaggio: Commissione europea sotto attacco. Collegamenti con la crisi libica? (24 mar 2011)
Commissione Europea archivia procedura di infrazione contro l'Italia, attivo il numero di emergenza unico 112 (14 mar 2011)
eSECURITY: indagine Inhope (Commissione Europea), '71% vittime pedopornografia online è under 14' (10 mar 2011)
Innovazione e infrastrutture: consultazione on-line della Commissione Europea sui contratti di concessione (01 set 2010)
Intervento integrale di Elisabetta Olivi (Rappresentante Italia della Commissione Europea) - Presentazione a Roma della 'Agenda Europea del Digitale' - 05 luglio 2010 (19 lug 2010)
 
 Ultime notizie su Mondo Digitale:
Da Fondazione Mondo Digitale e Telecom Italia il Premio Telemouse 3.0, contro il divario digitale e sociale (29 nov 2010)
ICT: rinascita informatica per l’Aquila. Toshiba, Microsoft e Fondazione Mondo Digitale per nuovo laboratorio multimediale (08 feb 2010)
Il Papa lancia un ‘appello’ ai giovani: ‘Sfruttate internet per essere testimoni di fede nel mondo digitale’ (20 mag 2009)
Più libri più liberi: mondo digitale e internet possono aiutare la piccola editoria? Confronto aperto alla fiera del libro di Roma (02 dic 2008)
Vivere e imparare con i new media: ecco perché il tempo trascorso online è prezioso e aiuta i ragazzi a competere nel mondo digitale (24 nov 2008)
 
 Ultime notizie su TelePiù:
Un nuovo player sul mercato italiano della Pay TV. Ok dalla Ue alla cessione delle frequenze di TelePiù a Tarak Ben Ammar (04 nov 2003)
Via libera dell¿Authority alla cessione delle frequenze di TelePiù. Ben Ammar arriva ufficialmente sul mercato italiano (27 nov 2003)
Un nuovo nome sul mercato della Pay TV? le frequenze di TelePiù a Tarak ben Ammar, uomo legato a Murdoch (29 set 2003)
Sky: L¿Authority da l¿ok al trasferimento delle azioni di TelePiù a Spafid (09 mag 2003)
Scacco matto di Murdoch. Dopo TelePiù mette le mani su DirecTv (10 apr 2003)
 
 Ultime notizie su Stream:
Internet Tv: Vetrya annuncia partnership con Stream IT per il lancio di PrimoItalia broadband television (11 feb 2011)
Paid sports content: let’s go to the video stream (02 mar 2010)
Any stream to any screen: Telecom Italia stringe accordo con Cisco e Adobe per la web Tv del futuro (02 ott 2008)
Toni Portmann (Stream) (11 lug 2007)
Pino Gonzati (Stream Italia) (02 lug 2007)
 
 Ultime notizie su DGTVi:
DGTVi. Gli italiani confermano la passione per l’hi-tech: schermo piatto, HD, 3D ma soprattutto Tv connessa (03 feb 2011)
Digitale terrestre: DGTVi invita ad accelerare lo switch-off per non perdere il primato europeo (02 feb 2011)
TDT: DGTVi presenta il bilancio di fine anno e ridefinisce il calendario dello switch off anticipato al 2011 (23 dic 2010)
Dgtvi.it (25 ott 2010)
Digitale terrestre. DGTVi: ‘A fine 2010 quasi l’85% della popolazione avrà un ricevitore nelle proprie case. Ecco perché l’Italia è digitale’ (06 mag 2010)
 
 Ultime notizie su Televisione:
Annuario della televisione 2011 (28 gen 2011)
Pubblicità: positivo l’ultimo trimestre 2010. Dal Rapporto Nielsen dati incoraggianti per televisione e internet, male la stampa (10 gen 2011)
Web Tv: anche Toshiba pronta al lancio di una televisione per la Google Tv (29 nov 2010)
FUB: al via il passaggio alla televisione digitale nell'Area Tecnica 3 (22 ott 2010)
Televisione convergente (18 ott 2010)
 
 Ultime notizie su Agenda di Lisbona:
La nuova Agenda di Lisbona. Il ruolo del settore ICT per la competitività dell´Europa e dell´Italia (08 giu 2005)
Luigi De Vecchis (Siemens): Rilanciare l¿agenda di Lisbona e ripensare il ruolo europeo delle ICT (04 ott 2004)
 
 Ultime notizie su IPTV:
Broadband Forum: boom di connessioni grazie all’IPTV. La Cina scalza la Francia dalla pole position mentre l’Italia resta nella top-ten (24 mar 2011)
BBC: l’IPTV non si tocca. Confermati gli investimenti nel digitale ma al momento nessuna roadmap (24 mar 2011)
IPTV: mercato da 36 miliardi di dollari nel 2015. La Cina scalza la Francia mentre gli OTT continuano a investire nella connected Tv (16 mar 2011)
IPTV. L’Associazione che riunisce Telecom Italia, Fastweb e Wind ha presentato il 1° Rapporto: Italia frenata da leggi e offerta rigida (27 gen 2011)
IPTV: telcos alla carica, ma gli operatori del cavo rispondono con offerte broadband e telefono (23 nov 2010)
 
 Ultime notizie su Banda larga:
Franco Bernabè apre alla catch-up Tv. La Tv, killer app della banda larga (08 apr 2011)
Banda larga satellitare: Eutelsat annuncia accordo tra Skylogic e l’Isp francese Sat2Way per il servizio Tooway (06 apr 2011)
Alcatel-Lucent e Regione Lombardia: il futuro della banda larga e dei servizi digitali (24 mar 2011)
Banda larga: il progetto '1000 Comuni' di Vodafone Italia arriva in Provincia di Sassari (16 mar 2011)
Ofcom: stop alle pubblicità ingannevoli sulle velocità delle connessioni a banda larga (02 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Switch-off:
Lepida: dopo lo switch-off problemi di ricezione del segnale per la Rai in Emilia-Romagna (28 mar 2011)
Dividendo digitale: le Tv locali contestano ‘l’esproprio’ delle frequenze. Switch-off a rischio? (25 mar 2011)
Digitale terrestre: completato con successo lo switch-off dell’Ile-de-France (08 mar 2011)
Digitale terrestre: stanotte switch-off dell’Ile-de-France. Poi toccherà alle regioni geografiche più difficili (07 mar 2011)
Dtt: switch-off completato entro il 1° semestre del 2012. Tra due settimane nuova riunione del CNID su problemi Tv locali (02 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Neutralità tecnologica:
Banda larga. ITU: 'Regole chiare e neutralità tecnologica per promuovere innovazione e investimenti' (15 nov 2010)
Sky: J. Murdoch, ‘In Italia un gran lavoro nonostante le avversità del sistema fiscale’. Ma tace sulla mancata neutralità tecnologica del decoder (30 gen 2009)
Telecom Italia, Wind e Fastweb insieme per investire in servizi IP Tv. Unica piattaforma per sostenere la neutralità tecnologica (22 gen 2009)
Rai in alta definizione: per Adiconsum, ‘senza neutralità tecnologica e decoder è solo un’operazione di marketing’ (07 apr 2008)
WiMax, scatta l’ora X: oggi l’apertura delle buste. Toia, ‘La Ue favorisca un unico approccio fondato su neutralità tecnologica e dei servizi’ (31 gen 2008)
 
 Ultime notizie su Frequenze:
AgCom: asta frequenze, al via la consultazione pubblica sulle procedure e sulle regole di gara (25 mar 2011)
Dividendo digitale: le Tv locali contestano ‘l’esproprio’ delle frequenze. Switch-off a rischio? (25 mar 2011)
Milleproroghe: esteso divieto di incroci stampa-Tv. Reintegrato il FUS e introdotta norma su Tv locali per facilitare liberazione delle frequenze (23 mar 2011)
Dividendo digitale: l’Agcom invita a ‘liberare le frequenze a favore delle telco’ e non nasconde il timore per gli OTT che ‘portano via ricavi’ (11 mar 2011)
Dtt. Paolo Romani assicura: ‘Le frequenze della Difesa verranno messe all’asta’. Tra qualche settimana partirà invece il beauty contest (10 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Sms:
Vodafone Italia: nuova campagna tv sul Servizio Clienti 190 Sms, My 190 App e sul web (07 apr 2011)
Cellulari. In Francia arriva la 'tariffa sociale': 10 euro al mese per 40 minuti di chiamate e 40 sms (08 mar 2011)
Wind lancia in Italia il servizio Twitter Sms (23 feb 2011)
Vodafone Italia: al via le nuove promozioni per navigare in Internet, chiamare e mandare sms (08 feb 2011)
eSOCIETY: Accademia della Crusca, ‘Internet, chat e Sms non mettono a rischio la lingua italiana’ (03 dic 2010)
 
 Ultime notizie su Satellite:
Eutelsat riceve il Premio ‘Crystal antenna of the world of media’ per la prima trasmissione polacca via satellite live e in 3D (28 mar 2011)
Eutelsat: Giuliano Berretta entra nella ‘Satellite Hall of Fame 2011’ (16 mar 2011)
Pay Tv: New Media Legend sceglie Eutelsat per lanciare ‘Scene’, nuova piattaforma Tv via satellite russa (07 mar 2011)
Digitale terrestre: nuovo accordo tra Eutelsat e Mediaset. Il satellite per espandere servizi e contenuti nel processo di switch-off (17 feb 2011)
Intervista a Arduino Patacchini (Amministratore delegato di Skylogic) sul nuovo satellite KA-SAT che entrerà in funzione a giugno 2011 (22 feb 2011)
 
 Ultime notizie su Decoder:
Connected Tv: il boom dei decoder evoluti ibridi per la connessione delle tv a internet. Le soluzioni Made in Italy (23 mar 2011)
Digitale terrestre: 20 milioni di famiglie dotate di decoder. Gli spettatori solo ‘analogici’ sono ormai meno del 25% (07 mar 2011)
Digitale terrestre: troppe case sprovviste di decoder. La Francia approva sovvenzione per il prossimo switch-off dell’Ile-de-France (25 feb 2011)
Digitale terrestre: parte a Milano ‘Amico Decoder’ per gli anziani in difficoltà con lo switch-off (10 dic 2010)
Switch off: Adiconsum Vs Agcom su decoder unico. 'Utenti penalizzati' (24 nov 2010)
 
 Ultime notizie su Telefonia mobile:
Adoc lancia campagnia contro la 'Tassa di concessione governativa' sugli abbonamenti di telefonia mobile (25 feb 2011)
Telecom Italia – UIRNet: Accordo per la fornitura dei servizi di telefonia mobile (21 feb 2011)
Telefonia mobile per la PA: Telecom Italia si aggiudica gara Consip (11 feb 2011)
Cellulari: sono 5 mld le SIM attive nel mondo. La telefonia mobile si conferma come la tecnologia a più rapido sviluppo (15 lug 2010)
Broadband: si restringe il mercato britannico. Orange affida la rete a BT e si concentra sulla telefonia mobile (20 apr 2010)
 
 Ultime notizie su Audiovisivo:
Direttiva su audiovisivo: la Ue chiede anche all’Italia chiarimenti sul recepimento delle nuove norme (29 mar 2011)
Cinema e audiovisivo. Renata Polverini illustra la legge quadro: Ente unico e Fondo regionale per eliminare gli sprechi. Tagliate 45 poltrone (01 feb 2011)
Tv: France Telecom vuole restare sul mercato audiovisivo. Nasce joint venture con Canal Plus per contenuti pay (20 gen 2011)
Question Time su audiovisivo: YouTube e i motori di ricerca non rientrano nei regolamenti Agcom attuativi del Decreto Romani (13 gen 2011)
Pirateria : YouTube condannata a versare 150 mila euro all’Istituto francese dell’audiovisivo (17 dic 2010)
 
 Ultime notizie su Contenuti editoriali:
HP e RCS: accordo per divulgazione dei contenuti editoriali su nuova line-up Photosmart ed Envy 100 (25 ott 2010)
 
 Ultime notizie su Servizio pubblico:
Rai: Class Action di Altroconsumo per difendere il diritto dei telespettatori a un reale servizio pubblico nel rispetto del contratto di abbonamento (03 dic 2010)
Rai: alla Camera la mozione sul pluralismo dell'informazione sul servizio pubblico radiotelevisivo (22 nov 2010)
Donne in tv: l’appello di Gabriella Cims perché il servizio pubblico italiano si allinei agli standard europei e dia l’esempio (28 ott 2010)
Rai: Romani incontra i vertici per discutere dei costi del servizio pubblico e dell'evasione del canone (12 ott 2010)
Tv: bene risoluzione Ue su indipendenza del servizio pubblico, ma in Italia resta il problema del doppio regime Rai (29 set 2010)
 
 Ultime notizie su Canone:
Rai: Romani firma il decreto per aumento canone 2011 mentre l’azienda prevede risultato positivo di oltre 20 mln per il nuovo anno (23 dic 2010)
Francia: No al canone Tv per smartphone e Pc, mentre in Italia continua a far discutere la proposta di Romani (26 nov 2010)
Rai: il Dg Mauro Masi presenta un piano di recupero di 100 mln di euro. Nell'occhio del ciclone centinaia di 'evasori' del canone speciale (10 nov 2010)
Tv pubblica: la 'scure' del governo sulla BBC. Canone congelato per 6 anni e tagli ai finanziamenti (21 ott 2010)
Rai: scoppia un nuovo 'caso Santoro', mentre è ormai certo un nuovo aumento del canone (13 ott 2010)
 
 Ultime notizie su Contratto di servizio:
Rai: firmato il nuovo Contratto di servizio. Grande vittoria per la campagna Donne e Media (07 apr 2011)
Donne e Media: imminente la firma del Contratto di Servizio Rai e l’istituzione della Commissione per la tutela delle donne in Tv’ (06 apr 2011)
Rai: a cosa serve il Contratto di servizio se poi non viene rispettato? (25 mar 2011)
Contratto di Servizio Rai: ‘Osservazioni accolte dalla Commissione Vigilanza che ha trasmesso parere positivo’ (24 giu 2010)
Contratto di servizio Rai: diventa obbligatoria l’indicazione dei compensi percepiti da conduttori, giornalisti, opinionisti e ospiti (09 giu 2010)
 
 Ultime notizie su Pubblicità:
AGCOM estende l'indagine conoscitiva sulla pubblicità al mercato online e agli OTT (06 apr 2011)
Tv pubblica senza pubblicità: in Spagna grosse perdite a vantaggio delle emittenti private (04 apr 2011)
eMarketing: sempre più aziende scelgono i social network per farsi pubblicità (28 mar 2011)
Pubblicità Progresso: Alberto Contri rieletto presidente per i prossimi cinque anni (28 mar 2011)
Seminario 'Nuove forme di pubblicità: Product Placement.e poi? ' - 31 Marzo 2011, Milano (25 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Internet:
Sostenibilità di internet. Franco Bernabè: 'Telecom investe, ma senza il contributo degli OTT futuro a rischio' (07 apr 2011)
Avaya Forum 2011: La crisi del modello tradizionale di Internet per l’azione degli Over The Top - Roma, 24 marzo 2011 (01 apr 2011)
Avaya Forum 2011: Come superare la crisi del modello tradizionale di Internet? - Roma, 24 marzo 2011 (30 mar 2011)
NEXTA: con Giochi.it l’Italia entra nella Top 20 mondiale del mercato dei nomi a dominio Internet (29 mar 2011)
Roberto Viola (Vicepresidente, European Radio Spectrum Policy Group) - Focus 2020: Internet delle persone e delle cose - Avaya Forum 2011, 24 marzo, Roma (28 mar 2011)
 
 Ultime notizie su Key4biz:
Raffaele Barberio (Key4biz) a Sondaggi e Media (05 apr 2011)
Raffaele Barberio (Key4biz) all’Avaya Forum 2011 - Roma, 24 marzo 2011 (29 mar 2011)
8 marzo 2011: lo speciale di Key4biz sulle giovani donne 'native digitali' (08 mar 2011)
Cloud Computing: La visione di Microsoft. Speciale Key4biz (22 feb 2011)
Fiber Nation (2): le posizioni di AIIP, Fastweb, Telecom Italia, TeleTu, Tiscali, Vodafone, Welcome Italia, Wind. Un’esclusiva Key4biz (21 dic 2010)
 
 Ultime notizie su Innovazione:
Innovazione P.A.: Sicilia è prima regione a recepire Codice Digitalizzazione (06 apr 2011)
‘Dategli un nome!’: la Ue apre la gara per designare il nuovo programma di ricerca e innovazione (30 mar 2011)
eGovernment: Italia tra i primi Paesi Ue per disponibilità, qualità e innovazione di servizi per la PA digitale (29 mar 2011)
Dario Ciampoli (Responsabile UO Trasporti, Innovazione e Giustizia SELEX SeMa) - Innovazione: Modelli consolidati e Centralità della “persona” - Avaya Forum 2011, 24 marzo, Roma (28 mar 2011)
eGov: a Roma l’appuntamento internazionale di Microsoft dedicato a digitalizzazione e innovazione nella PA (28 mar 2011)
 
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