Home

Quotidiano d'informazione su Telecomunicazioni, Media e Internet Fondato e diretto da Raffaele Barberio

 
Chi siamo | Prodotti | Pubblicità | Mappa del sito | Scrivici | Credits    
Home
Telecoms
Media
Internet
Tecnologie
Net economy
eCommerce
eGovernment
eLearning
eHealth
eSecurity
eSociety
Privacy
Policy
Archivio
Players
Analisi e Dati
Focus Mail
Mappamondo
Tags
Dailyletter
Ultime notizie
 
Mappamondo
Internet > Tecnologie Iscriviti alla DailyLetter

Parole chiave: INGV, Protezione Civile

aggiungi ai favoriti printer friendly invia
Italia
INGV-Università della calabria: 'Predire l’origine ed il percorso della prossima eruzione etnea'

Prevedere il tipo, il tempo, il luogo e l'impatto di una prossima eruzione non è un argomento di facile soluzione in vulcani come l’Etna, nei quali l’attività eruttiva si manifesta sia dalla sommità che lungo i suoi fianchi, in settori anche molto distanti tra loro.
E tuttavia, l'individuazione e la quantificazione delle aree a rischio di nuove eruzioni è un aspetto di fondamentale importanza per scongiurare vittime umane e limitare danni materiali.


Questi sono i fondamentali temi pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Geophysical Research in un articolo dal titolo “Predicting the impact of lava flows at Mount Etna, Italy”, realizzato da un pool di ricercatori coordinati da Gino M. Crisci, prof. ordinario dell'Università della Calabria (Maria V. Avolio, Donato D’Ambrosio, Salvatore Di Gregorio, Valeria Lupiano, Rocco Rongo, William Spataro) e dall’Istituto Nazionale di Geofisica di Vulcanologia - INGV (Boris Behncke, Marco Neri).
In questo lavoro – parla il ricercatore Marco Neri dell’INGV - è presentata una nuova mappa di suscettibilità all’invasione lavica riguardante alcuni settori molto antropizzati del vulcano, elaborata sulla base di un affidabile modello di calcolo realizzato per la simulazione di flussi di lava dell'Etna”.

La nuova mappa consente - continua Neri - di estrarre scenari riguardanti specifici settori del vulcano, attingendo a un database utilizzato per le simulazioni computerizzate. Ciò consente, ad esempio, di affrontare in modo totalmente nuovo la pianificazione e l’uso del territorio etneo, anche in termini di Protezione Civile, quantificando in tempo reale l’impatto di un'eruzione imminente e valutando l'efficacia delle possibili misure di protezione da adottare”.

Dott. Neri, nell’articolo parlate di un data base rimpinguato di dati su simulazioni numeriche su un’ampia serie di colate di lava: di quali parametri avete tenuto conto ?
“L’Etna è un vulcano antropizzato da millenni, per cui esiste un record storico delle eruzioni abbastanza ampio ed affidabile, almeno per gli ultimi 400 anni. Pertanto, i dati di cui abbiamo tenuto conto sono numerosi, quali ad esempio la durata delle eruzioni, la posizione e la struttura delle bocche, i tassi e gli stili eruttivi, le quantità di prodotti emessi. Tutti i dati vulcanologici, poi, sono stati elaborati statisticamente ed inseriti in un modello di calcolo computerizzato al quale da anni lavorano i colleghi dell’Università della Calabria coordinati da G. M. Crisci e che consente di simulare l’espansione di nuovi flussi lavici che scaturiscono da ipotetiche bocche eruttive laterali”.

Dalle oltre 40.000 elaborazioni numeriche è stata estratta la mappa della suscettività all’invasione lavica, cioè la probabilità con cui un determinato territorio può essere raggiunto dalla lava.

Nell’articolo citate anche le poche colate arrivate al mare nella storia eruttiva recente dell’Etna; questo dato storico è stato forse un limite per la vostra ricerca? Perché?
Più che un limite è un dato di fatto. A livello probabilistico, significa che colate di lava tanto lunghe da raggiungere il mare sono piuttosto rare, ma certamente non sono impossibili. Lo dimostra il fatto che lungo ampi tratti della costa orientale dell’Etna affiorano colate di lava, anche se la loro età risale a migliaia (fino a centinaia di migliaia) di anni or sono. Si tratta, quindi, di eventi eruttivi poco probabili se raffrontati alla quasi continua attività eruttiva sommitale del vulcano, ma che uno studio statistico deve tenere in opportuna considerazione”.

Questo articolo rappresenta anche uno dei migliori prodotti scaturiti dalla collaborazione tra i ricercatori dell'Università della Calabria e quelli dell'INGV, sviluppati nell'ambito dei progetti finanziati dalla Protezione Civile (2005-2007: V3_6-Etna; 2008-2009: V3-Lava).
 



© 2011 Key4biz

(18 maggio 2010 notizia 197082)

Vota
 
Commenta (0)
 
 Le parole chiave di questa notizia:
INGV
Ultime notizie Archivio (45 notizie e 10 citazioni) Dossier
Protezione Civile
Ultime notizie Archivio (10 notizie e 135 citazioni) Dossier
 Ultime notizie su INGV:
INGV e SIMP: conferenza scientifica internazionale su vulcanologia, rocce terrestri ed extraterrestri (13 set 2010)
INGV: le memorie collettive dei terremoti italiani in una mappa online (06 set 2010)
INGV e Università insieme per la ricerca scientifica e la valutazione della pericolosità vulcanica: Stromboli, Etna e Vesuvio (31 ago 2010)
Ingv: Ischia, l’Epomeo si sta abbassando (28 lug 2010)
INGV: studio evidenzia abbassamento del suolo nella città di Bologna (27 lug 2010)
 
 Ultime notizie su Protezione Civile:
Intervento dell’on. Linda Lanzillotta alla Camera: ‘La Protezione Civile è patrimonio del paese’ (18 feb 2010)
Olivero, Forum Terzo Settore: "Rimanga Bertolaso, ma cambi la Protezione Civile" (11 feb 2010)
TLC: WiMAX e satelliti a sostegno della Protezione Civile che opera a Messina (07 ott 2009)
MiBAC e Protezione Civile presentano la rassegna cinematografica ‘Venezia all'Aquila’ (11 set 2009)
La Protezione Civile della Regione Piemonte sceglie la convergenza della rete IP di Cisco (10 giu 2009)
 
Iscriviti alla DailyLetter       aggiungi ai favoriti printer friendly invia
Oggi
...
...
Ultimo aggiornamento
...
...
Key4biz su Facebook

I servizi di newsletter sono gestiti da Mailup


Key4biz is powered by FerroFluid

Key4biz.it ®
Testata giornalistica quotidiana online - Direttore Responsabile Raffaele Barberio
Registrazione n. 121/2002 presso il Tribunale di Lamezia Terme - ROC n. 9675 del 21 maggio 2004
P.IVA 02457230791
© 2002-2011 Pegaso Uno - Cooperativa Sociale - ONLUS - Tutti i diritti riservati.