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Mondo
Indagine ING DIRECT sul cambiamento delle abitudini al risparmio e al consumo in seguito alla crisi

ING DIRECT presenta oggi i risultati dell’indagine internazionale Sociologic Trends Around Saving commissionata all’istituto di ricerca TNS nei 9 paesi in cui la banca diretta del gruppo ING è presente (Italia, Usa, Canada, Francia, Germania, UK, Austria, Spagna e Australia). Dalla ricerca emerge che la crisi economico finanziaria ha avuto un impatto concreto sulle abitudini delle famiglie in tutto il mondo, mostrando forti cambiamenti nelle loro scelte di risparmio e di consumo.


La fotografia sul Belpaese conferma la fama di formichine degli italiani anche in questo periodo critico, identificandoli inoltre come amanti dei viaggi e della moda, che non rinunciano ai piccoli lussi quotidiani. Se infatti l’Italia ha un 42% di persone che mettono da parte meno soldi rispetto all’anno scorso (la percentuale più alta, vicina al dato francese del 40% ma lontana dal 22% dell’Austria), un’altra fetta della popolazione, ben il 29%, riesce addirittura a risparmiare più di prima: una percentuale che si stacca rispetto agli altri Paesi, dove il massimo è raggiunto dal 25% degli statunitensi.


Le motivazioni di questo trend possono ricondursi alla necessità di tutelarsi in caso di emergenza (41%) e di affrontare un futuro che appare incerto (18%), ma è anche la prospettiva di un bel viaggio a spingere gli italiani a mettere qualche moneta nel salvadanaio. Il 51%, infatti, negli ultimi mesi è stato costretto a viaggiare di meno e il 36% ha rinunciato alle ferie per non spendere troppo, ma il 16% dichiara che ora sta risparmiando proprio per potersi concedere una vacanza e un altro 31% pensa che i viaggi siano qualcosa che non si può sacrificare. Numeri lontani da Usa e Francia, per esempio, dove andare al mare o visitare nuove città assorbe rispettivamente i pensieri dell’8% e del 9% degli intervistati.

In questi Paesi assume maggiore importanza l’idea di un gruzzolo da godere durante la pensione (il 16% negli Usa e in Canada, l’11% in Francia), mentre in Italia questa esigenza è poco sentita (solo il 2% la indica come motivo di risparmio). Un altro 12%, infine, accumula i risparmi per comprare una casa o ristrutturarla, percentuale in linea con le altre nazioni.
Per racimolare questi risparmi anche in tempo di crisi, la maggior parte delle persone ha dovuto modificare le proprie abitudini di consumo: in Italia solo il 6% dice di non aver cambiato nessuno dei suoi comportamenti, tutti gli altri hanno tagliato le spese superflue (74%, il dato più alto dei nove Paesi), viaggiato meno, ma anche passato più tempo a casa (43%) e si sono mossi più spesso a piedi (30%). Molti sono anche stati attenti a non lasciarsi sfuggire le monete di resto quando acquistavano qualcosa (ben il 33%, in testa agli altri Paesi).

In questo panorama, tuttavia, ci sono anche piaceri che le persone non hanno saputo o voluto sacrificare. A livello internazionale sul podio salgono cibo, viaggi e casa. In Italia però vincono la moda, che sta al pari dei viaggi nella considerazione della gente (con un 31% che non rinuncerebbe mai a rifornire il proprio guardaroba di nuovi vestiti), e i piccoli lussi, ritenuti la cosa più importante dal 37% degli intervistati. Cure termali, manicure, prodotti estetici, ma anche libri o cinema sono coccole che rendono migliore la vita e non possono essere accantonate in nome del risparmio. Il cibo, al primo posto nelle scelte a livello globale con un 35% di segnalazioni (molto citato da Spagna 44%, ma anche da Stati Uniti, Canada, Australia e Uk, tutti al 39%), non è invece tra i primi pensieri degli italiani: forse perchè nel Belpaese mangiare bene è qualcosa di scontato, e non preoccupa più di tanto la popolazione (lo cita solo il 23%).

La spesa per sport e entertainment è intoccabile per circa il 20%, ancora una volta una cifra più alta della media, che conferma l’atteggiamento edonista del popolo italiano. Tra le spese che invece gli italiani hanno scelto di rimandare, ci sono l’acquisto di un’automobile (37%) e della casa (14%) ma anche i lavori di ristrutturazione dell’abitazione (24%).
Nella scelta della banca che si prenderà cura dei loro risparmi, gli italiani considerano prevalentemente il fattore costo. Prediligono infatti un’offerta low cost, ricercando prodotti a costi ridotti (35%) e ottimo rapporto qualità prezzo (34%). La reputazione, intesa come fiducia nella banca, è un elemento considerato soprattutto dalla fascia d’età matura del campione e assume particolare importanza in Paesi come la Spagna (36%) e il Regno Unito (43%).

Una curiosità: pare che la crisi non abbia avuto impatto solo sui comportamenti economici ma anche sulla vita sentimentale delle persone. In Italia, a differenza degli altri Paesi, circa il 16% delle persone sposate o in coppia ha affermato che con la crisi la propria relazione è migliorata, diventando più profonda e romantica. Tra i single, invece, l’impatto negativo è stato maggiore. Il 50% degli italiani ha dichiarato che i suoi appuntamenti sono diminuiti, anche in seguito alla riduzione delle uscite per restare “a budget”.

Note metodologiche
-L’indagine è stata condotta da TNS, un gruppo leader mondiale nel settore delle ricerche di mercato che opera attraverso un network di 80 Paesi nelle 9 nazioni in cui ING DIRECT opera: Canada, Spagna, Australia, Francia, Usa, Italia, Germania, Austria e Regno Unito
-In ogni Paese è stato intervistato, attraverso un questionario on-line, un campione di 1000 persone responsabili delle decisioni finanziarie e rappresentativo per genere ed età.
-L’indagine sul campo ha avuto luogo tra il 26 maggio 2009 e il 9 giugno 2009.
 



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(23 luglio 2009 notizia 192837)

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