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Parole chiave: Schneider Electric, Green IT, Cambiamenti climatici, CO2, Emission Trading, Hardware, Confartigianato, Greenpeace, Gartner

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APC by Schneider Electric: 7 buoni motivi per adottare tecnologie green nelle sale CED

A fronte delle preoccupanti previsioni di cambiamenti climatici globali causati dall’effetto serra, si moltiplicano le iniziative per sensibilizzare individui e aziende verso scelte ecologicamente sostenibili. In ambito IT la principale fonte di emissioni nocive è data dalla produzione dell’energia richiesta dalle infrastrutture informatiche; essa è ottenuta utilizzando prevalentemente fonti non rinnovabili e spesso viene “sprecata” per problemi di dimensionamento o di progettazione. I crescenti costi per l’approvvigionamento, inoltre, pongono pressanti problemi di spesa anche ai reparti IT, al cui interno ricade una delle principali fonti di consumo energetico: la sala CED.

APC by Schneider Electric, leader globale nei sistemi di alimentazione e raffreddamento, si confronta quotidianamente con le esigenze di efficienza energetica in ambito Data Center, promuovendo l’adozione di un approccio denominato Efficient Enterprise TM che affronta il problema da un punto di vista globale; al di là del mero risparmio di costi, infatti, APC ritiene che adottare soluzioni “green IT”, sia un passo che presto nessuno potrà esimersi dal compiere per molti altri motivi. Eccoli elencati e commentati da Fabio Bruschi, Country Manager per l’Italia di APC by Schneider Electric.

1 - Il costo dell’energia

Secondo dati comunicati dall’Authority dell’Energia a giugno scorso, fra il 2000 e il 2007 la spesa per l’energia in Italia è aumentata del 40%, con un impatto importante sulle attività delle aziende di ogni dimensione: la risposta a tali sfide è ottimizzare l’utilizzo dell’energia da parte delle apparecchiature e ridurre i consumi. In questo senso, adottare tecnologie “green” nei reparti IT (sui desktop, sui server, nei data center, negli edifici che li ospitano…) è una scelta vincente: tali tecnologie infatti mirano ad abbassare l’impatto ambientale delle operazioni IT proprio tramite la riduzione dei consumi ed un utilizzo più intelligente delle risorse esistenti. “Tutto ciò è valido anche per le imprese più piccole. Una ricerca diffusa dall’Ufficio Studi di Confartigianato nell’agosto 2008 ha segnalato che da luglio 2007 il costo dell’energia per le piccole imprese è salito del 14,9% determinando una spesa complessiva di 502,1 milioni di euro in più. Vale quindi la pena di considerare l’utilizzo di prodotti “green” anche su piccole reti” spiega Fabio Bruschi, Country Manager di APC by Schneider Electric.

2 -La crescente densità degli ambienti IT

“A fronte di una previsione Gartner che stima che già entro quest’anno il 50% dei data center nel mondo non avranno sufficiente alimentazione, adottare tecnologie green altamente efficienti significa garantirsi la possibilità di crescere e consolidare le proprie sale CED” spiega Bruschi. Fra i motivi di questa preoccupante tendenza c’è la diffusione dei blade server: secondo proiezioni della stessa Gartner, nei prossimi cinque anni le consegne di questo tipo di prodotti cresceranno ad un tasso annuo composto (CAGR) del 19%. La diffusione di queste tecnologie particolarmente esigenti in termini di consumi, spesso applicate in sale CED già al limite delle loro capacità di spazio e di richiesta di energia, è un motivo per le aziende per utilizzare al meglio le infrastrutture IT di cui già dispongono, evitando di incidere ulteriormente sulla bolletta.

3 -Le nuove strategie di business sostenibile

Adottare strategie di business sostenibili permette alle aziende di ottenere un ritorno di immagine positivo presso il pubblico e i propri stakeholder: ciò ha inoltre risvolti positivi anche in termini operativi, poiché per ridurre la propria impronta ecologica la prima cosa da fare è rivedere i processi aziendali nel senso di una maggiore efficienza. I responsabili delle aziende hanno sempre maggiore consapevolezza del legame fra immagine, ecologia ed efficienza: pertanto, saranno sempre più numerosi coloro che spingeranno verso l’adozione di soluzioni Green IT che possano contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.

L’emergere di questi temi può essere una grande opportunità per i CIO” commenta Fabio Bruschi. “ Di fronte alla necessità di valutare scelte in materia di sostenibilità, il responsabile IT può diventare un alleato fondamentale per il top management dell’azienda aiutandolo a comprendere l’impatto complessivo delle sale CED e delle altre infrastrutture tecnologiche, ed evidenziando lo stretto legame fra le scelte in materia di IT e l’intera struttura aziendale”.

Ciò è vero particolare nel settore web, dove l’IT stessa è il business, e in generale in tutti i settori della cosiddetta “economia della conoscenza”, dove le infrastrutture IT sono preponderanti e quindi originano la gran parte delle emissioni nocive dell’azienda. Anche laddove le infrastrutture informatiche non siano centrali nell’attività aziendale, però, esse possono abilitare soluzioni produttive e organizzative in grado di contribuire attivamente ad una strategia green: basti pensare che, sempre secondo Gartner, ben il 23% della CO2 generata dall’IT è legata al funzionamento delle sale CED, ormai presenza essenziale in ogni tipo di impresa.

4 Le normative in materia di emissioni nocive

In Europa le emissioni di Co2 sono regolamentate nell’ambito di un sistema di emission trading, che prevede limiti alle emissioni tollerate per tutte le aziende di alcuni settori industriali, ed applica un costo ad ogni tonnellata di emissioni aggiuntive emesse. Nel 2008 si è concluso un periodo di avvio del sistema, che ha previsto costi piuttosto bassi per ogni tonnellata di C02 prodotta oltre il livello stabilito: dal 2009 il prezzo da pagare salirà e - secondo uno studio di Greenpeace pubblicato in agosto - il prossimo anno le sole aziende italiane interessate potrebbero trovarsi a dover pagare 700 milioni di Euro per coprire un disavanzo di emissioni pari a quello registrato per il 2007, che ha visto la produzione di 25,4 milioni di tonnellate di CO2 fuori quota.

Di fronte a possibili costi di tale entità, la scelta di adottare soluzioni IT a maggiore efficienza energetica è da tenere in considerazione per il contributo che può dare alla riduzione delle emissioni” spiega Bruschi. “Anche nei settori attualmente non coinvolti dalla legislazione, iniziare a ragionare in termini di carbon footprint e crearsi un buon punto di partenza può essere una strategia lungimirante”.

5 -I vendor IT

I produttori di hardware e software hanno dimostrato presto una particolare attenzione ai temi del Green IT ed oggi propongono ai CIO che devono rinnovare le proprie infrastrutture prodotti e soluzioni che sposano questa filosofia. I vendor più attenti sviluppano nuove metriche specifiche per misurare l’efficienza energetica dei prodotti, e le inseriscono fra i fattori per calcolare il rapporto costi/benefici degli investimenti IT. Le nuove soluzioni per le sale CED, i server, i desktop sono progettate in questo modo, pertanto scegliere il green può significare anche ottenere i prodotti più innovativi.

Dal punto di vista dei CIO, sappiamo che c’è ancora strada da fare perché l’efficienza energetica diventi un fattore centrale nel calcolo costi/benefici degli investimenti IT” afferma Bruschi. “Anche laddove non si scelgano espressamente prodotti “green”, però, è possibile ripensare le proprie infrastrutture analizzandole in base alle linee guida e alle best practices operative realizzate da iniziative quali Green Grid, che si occupa di data center e di cui APC è socio fondatore; tali iniziative sorgono per affrontare a livello di sistema il cambiamento di scenario causato dalla crescente scarsità di risorse energetiche e dalla richiesta di ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente”.

6 -I media e l’opinione pubblica

I media (sia specializzati sia generalisti) e l’opinione pubblica hanno sviluppato una particolare attenzione nei confronti del dibattito sui cambiamenti climatici e sull’importanza di agire per ridurre l’emissione di gas serra da parte delle aziende. Tutte le iniziative in materia di riduzione dei consumi trovano un’eco positiva laddove siano sostenute da fatti reali, mentre scelte non sostenibili generano facilmente ritorni negativi. Le aziende, in particolare quelle il cui core business è proprio di natura IT, possono quindi utilizzare i propri investimenti in green IT per ottenere una reputazione positiva. “Anche l’opinione pubblica ha una maggiore attenzione alla sostenibilità dei prodotti che sceglie: agire realmente per rendere più ecologica la propria operatività aziendale, in prospettiva, potrebbe anche orientare le scelte di acquisto degli utenti finali”.

7 -La concorrenza

Le aziende sentono la pressione che proviene da ciò che fanno i diretti concorrenti, e il campo della green IT non fa eccezione. In alcuni casi si è scatenata una “competizione” per dimostrarsi l’azienda “più verde” di tutte: nel settore IT, ma anche in settori quali compagnie aeree, case automobilistiche, grandi catene di distribuzione organizzata. Le pressioni arrivano anche dai clienti, acquisiti o potenziali che siano: alcuni di essi iniziano a chiedere ai loro fornitori di aderire a codici di condotta in materia ambientale, il che è un buon motivo per iniziare a valutare le proprie emissioni di Co2 , a misurarle ed a prendere iniziative per ridurle.

Fare scelte “green” aiuta ad entrare in questa dinamica di concorrenza, ma non solo: la riduzione dei consumi energetici derivante da tecnologie più efficienti libera capitale, che prima era investito in energia, e permette di utilizzarlo in altre aree di business, con un guadagno di efficienza generalizzato. Pertanto le aziende che saranno più aggressive in questo senso potranno anche trarne il maggior profitto” conclude Bruschi.
 



© 2011 Key4biz

(17 settembre 2008 notizia 187998)

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