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Parole chiave: MVNO, Sandro Frova, Telefonia mobile, Wind, Vodafone, Roaming, Unione europea, UE, Università Bocconi, TIM

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Italia
MVNO: l'impatto sul mercato e sulla scelta dei consumatori. Intervista a Sandro Frova

A cura di Raffaele Barberio

Sandro Frova

Da alcuni mesi a questa parte, l'attenzione degli addetti ai lavori si è focalizzata sul lancio dei servizi offerti dagli operatori mobili virtuali. Su questo tema abbiamo intervistato Sandro Frova, Professore ordinario di Finanza Aziendale, Università Bocconi di Milano.

 

K4B.  In passato lei ha definito l’attuale sistema di telefonia fissa come figlio di una “liberalizzazione zoppa”, come recita il titolo di un suo libro scritto insieme a Ponterollo. E la telefonia mobile? Che giudizio dà di questo mercato? Qual è stato in questi anni il livello reale di concorrenza nella telefonia mobile italiana?

 

Frova. Nella telefonia mobile la concorrenza si è sviluppata certamente meglio che non nel fisso e i motivi sono, credo, noti a tutti. Fra l’altro quello della telefonia mobile è un mercato che si è sviluppato molto e partendo da zero, mentre la telefonia fissa era già satura dal punto di vista sia del mercato che della raggiungibilità dei clienti. Quindi il mio giudizio sulla telefonia mobile è certamente positivo e confermato da una serie di fattori: dalle quote di mercato che si sono ampiamente distribuite al fatto che sono entrati nuovi operatori ed alcuni sono usciti fallendo e anche questo è un segno di funzionamento del mercato. Quindi tutto bene, direi, anche se forse si sarebbe potuto ottenere qualcosa di più, ma non è stato così anche perché alla fine dei conti ciò che ha prevalso tra i consumatori italiani è stato anche in questo caso, nella telefonia mobile, il mercato classico, tradizionale, che è la voce, mentre i nuovi servizi non sono decollati come le imprese del settore avrebbero voluto.

 

K4B.  Sulla scena hanno fatto irruzione gli operatori mobili virtuali, che in Europa operano peraltro da tempo. Cosa ha comportato in seno all’UE, secondo lei, la loro entrata in scena sui vari mercati nazionali?

 

Frova. Gli operatori virtuali sono entrati nei diversi Paesi dell’Unione Europea in periodi diversi. Per esempio in Inghilterra e Germania sono entrati alla fine degli anni Novanta, quindi possiamo dire da subito. Mentre in altri Paesi fanno il loro ingresso in scena solo oggi, come nel caso dell’Italia, che è forse l’ultimo o il penultimo Paese in cui si aprono le porte agli operatori mobili virtuali. Complessivamente, l’impatto è stato importante, soprattutto nel tempo. In Inghilterra la quota dei mercati virtuali è circa del 15%, in Germania addirittura del 30%, in Francia dove sono partiti da poco è del 5%, quindi l’evidenza è che gli operatori virtuali riescono a raggiungere una quota di mercato piuttosto significativa, ma non sempre nello stesso modo. Ad esempio, in alcuni Paesi sono principalmente dei Retailer; in altri sono degli operatori fissi che si sono integrati anche nel segmento del mobile, quindi direi che dipende un pò dalle esigenze competitive nei singoli Paesi.

 

K4B.  Allora resta da vedere se in Italia accadrà qualcosa di simile, dal momento che in Italia gli operatori mobili virtuali stanno facendo giusto adesso i primi passi. Alla luce di ciò, come cambierà il mercato nazionale del mobile?

 

Frova. Questo non possiamo saperlo, perché non abbiamo la sfera di cristallo. Di certo cambierà. Ormai il mercato si è aperto agli operatori virtuali. E’ un’apertura iniziale, certo e resta da vedere in che direzione andrà. Ma ci sarà sicuramente un impatto e la conseguenza più ovvia è che la quota degli operatori tradizionali diminuirà e quindi per loro ci sarà un impatto certamente negativo. Bisogna vedere, invece, quanto i virtuali saranno in grado di creare una nuova domanda e soddisfarla, quindi come si potrà controbilanciare l’impatto negativo che ci sarà sugli operatori tradizionali. In tempi brevi, direi uno o due anni, capiremo come vanno le cose.

 

K4B.  Lei distingue tre tipologie di operatori mobili virtuali: il Cannibale, il Volano e il Braccio armato. Sono definizioni abbastanza curiose, ce le vuol spiegare? Partiamo dal Cannibale…

 

Frova. Queste sono banalmente delle stilizzazioni, quindi non vuol essere nulla di serio. Il Cannibale è il caso in cui nessun operatore mobile vuole ritrovarsi: cioè dare ospitalità sulle proprie reti ad un virtuale che poi colpisce solo i suoi clienti e non quelli degli altri operatori concorrenti. In questo caso viene quindi totalmente cannibalizzato e perde il fatturato su questi clienti, mentre riguadagna solamente il traffico a costi e prezzi assai meno convenienti…

 

K4B.  …E il Volano?

 

Frova. Il Volano è una situazione intermedia, cioè, che a livello di sistema sarà probabilmente quella definitiva. In questo caso l’insieme degli operatori mobili virtuali prenderà quote di mercato agli operatori mobili tradizionali in misura più o meno esattamente proporzionale rispetto alle quote che questi oggi hanno e quindi, in teoria, noi possiamo immaginare che le quote di mercato dei virtuali saranno sottratte in modo proporzionale agli operatori mobili tradizionali. Poi ci saranno, magari, gli operatori mobili tradizionali più bravi e più fortunati e quelli meno bravi e meno fortunati…

 

K4B.  …E il Braccio Armato?

 

Frova. Il Braccio armato è esattamente l’opposto del Cannibale e quindi sarebbe la situazione ideale, quella che tutti gli operatori tradizionali cercheranno e cioè di accogliere dei virtuali che danno fastidio solo agli altri concorrenti e non a se stessi. Anche questa è però una circostanza teorica, perché difficilmente raggiungibile.

 

K4B.  Se guardiamo agli operatori mobili tradizionali, abbiamo Tim e Vodafone con andamento positivo e senza indebitamento; se guardiamo a Wind mobile abbiamo una struttura che va bene, ma con indebitamento; infine 3 Italia registra un andamento negativo e un indebitamento parallelo. Complessivamente quale sarà l’impatto economico degli operatori mobili virtuali sulle operazioni degli attuali operatori mobili?

 

Frova. Nel complesso temo che la risposta sia scontata, cioè i virtuali faranno del male agli operatori mobili attuali e presumibilmente faranno del bene ai consumatori attraverso il meccanismo dei prezzi che dovranno scendere. Per il settore del mobile nel suo complesso, i virtuali sottrarranno traffico ricco e restituiranno traffico povero. Quindi ci sarà un delta di perdita per il mobile che inevitabilmente si traslerà poi all’ingiù nei conti economici, sul reddito operativo e sul reddito netto.

 

K4B.  Insomma possiamo escludere qualunque congiura ai danni del consumatore, per dirla con un’espressione un po’ cruda, ma sempre efficace. Allora, vi sarà effettivamente una nuova articolazione di offerte?

 

Frova. Secondo me è assolutamente inevitabile. I consumatori avranno solo vantaggi da questa situazione e chiaramente gli azionisti degli operatori mobili tradizionali non possono essere contenti di una prospettiva come questa. Tuttavia, questo è il punto di caduta finale. Se guardiamo alle esperienze straniere, l’ingresso dei virtuali ha compensato una diminuzione media dei prezzi sul sistema della telefonia mobile anche consistente, anche se poi, ciò che accadrà dipenderà da caso a caso. Questo è il risultato finale in termini di prezzi e quindi i consumatori saranno sicuramente contenti. Va anche detto che non è escluso che alla fine le stesse aziende possano essere non così scontente come ho detto prima, se questa caduta di prezzi si confronta con una buona elasticità della domanda.

 

K4B.  Professore abbiamo ricomposto un quadro fatto di tanti elementi, vorrei provare a ricucirli con un filo di sintesi. Cosa prevede per il futuro dell’industria del mobile tra operatori virtuali ed operatori tradizionali. Ed eventualmente per effetto di quali variabili?

 

Frova. Se sapessimo bene il punto di caduta finale, saremmo anche tutti ricchi perché faremmo gli investimenti azionari conseguenti. Purtroppo non lo sappiamo, ma possiamo tentare di immaginare un quadro. Per i mobili tradizionali, io credo che alla fine ci sarà una compressione di redditività lorda e di conseguenza anche di quella netta e questo accade in un momento non brillante per l’industria del mobile, anche se brillante per il consumatore. In questi mesi sugli operatori mobili si sono scaricati gli effetti delle ricariche, del decreto Bersani, del roaming di Bruxelles che comincia a sentirsi dall’estate e dal 2008 sarà pienamente percepito dalle imprese.

A seconda di quanto l’ingresso dei virtuali determinerà in termini di effetto prezzo medio sul sistema, l’impatto sarà più o meno pesante. E siccome possiamo immaginare che l’ingresso dei virtuali si tradurrà in gioco competitivo, vedremo una riduzione generale dei prezzi inizialmente al margine e poi su tutto il settore al punto da poter immaginare delle compressioni di redditività anche significative.

Per i virtuali dovrebbe valere il discorso inverso, sono modelli di business abbastanza particolari, non sono sempre di successo, ci sono anche casi di operatori virtuali entrati sul mercato e poi falliti con pesanti perdite. Del resto perché non dovrebbe essere così? E’ un’attività di business a rischio come tutte le altre. In generale e per quello che vediamo fin’ora, non tutti gli operatori virtuali hanno un modello di business proiettato su un periodo molto lungo, anzi, molti di loro hanno rivenduto o integrato il proprio modello con modelli diversi. Quindi potrebbe anche essere, nella sua logica industriale, un fenomeno di medio termine, rispetto al lungo termine degli operatori tradizionali.



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(27 giugno 2007 notizia 181626)

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